Frosinone, "Grande capoluogo":
ultimatum ai Comuni
e appello alla Regione

Sabato 14 Settembre 2019 di Stefano De Angelis
Frosinone, "Grande capoluogo": ultimatum ai Comuni e appello alla Regione


Sarà l’autunno della verità per la nascita del “grande capoluogo”. Un piano per sancire un’alleanza intercomunale del Frusinate, in nome della gestione associata dei servizi, con l’obiettivo di crescere e contare di più sui tavoli della politica. L’ultimatum lanciato alle municipalità che tentennano dal sindaco Ottaviani e dal presidente di Unindustria, convinta promotrice del riassetto territoriale sul modello cooperativo, sta per scadere. «Aspetteremo la fine dell’estate, al massimo settembre» avevano scandito il primo cittadino e Giovanni Turriziani. Ieri il rappresentante degli industriali lo ha ribadito. A rilanciare la sospirata idea di un’area di valenza metropolitana, una grande city di 153mila abitanti formata da Frosinone, Ferentino, Alatri, Ceccano, Veroli, Patrica, Supino e Torrice (i centri inclusi), è stato il consigliere comunale di Frosinone, Danilo Magliocchetti. Ha scritto di nuovo al governatore del Lazio, Zingaretti, sollecitando l’istituzione del «Comitato per la realizzazione dell’ Unione dei Comuni per un nuovo capoluogo, con la firma di un atto costitutivo», come approvato e richiesto a luglio dall’assise civica. Il consigliere, oltre a sottolineare i benefici che ricadrebbero sul territorio in termini di efficienza e competitività, preme sulla Regione: «Deve assumere, per importanza, competenza e potenzialità, legislativa e finanziaria, il ruolo di locomotiva e di coordinamento» del progetto, «eventualmente prevedendo, già nel prossimo assestamento di bilancio, una posta finanziaria, anche non rilevante, ma che testimoni la volontà di farsi garante, interlocutore e interprete principale della realizzazione di questa precisa volontà di crescita e di sviluppo» che proviene dal Frusinate. «Troppo spesso - ha concluso - la provincia di Frosinone e il capoluogo sono stati penalizzati, a vantaggio di altri, da discutibili logiche di estensione territoriale, che hanno avuto come conseguenza diretta la perdita di importanti enti istituzionali, come la Banca d’Italia e la sede della Camera di Commercio, di parte del sistema ospedaliero e della sede del 118».

I COMUNI
Supino e Frosinone, in ordine, sono stati i primi ad aderire, con una delibera di Consiglio, all’ unione intercomunale. Quattro degli altri Comuni coinvolti, Ferentino, Alatri, Veroli e Torrice, pur mostrando apertura e interesse verso la soluzione prospettata da Unindustria, restano alla finestra: in sostanza ancora non hanno adottato atti formali come, invece, previsto dallo schema d’accordo e invocato da Turriziani. Altri due, invece, Ceccano e Patrica, per voce dei rispettivi sindaci, hanno già manifestato dubbi e perplessità sull’utilità dell’organizzazione di tipo federativo. A sorpresa, però, nell’ambito del piano bis di Unindustria teso a includere altri centri per non veder naufragare sul nascere l’obiettivo, si è inserita Arnara che ha subito colto l’occasione: «A breve ratificheremo la delibera di Giunta in Consiglio» ha spiegato il primo cittadino, Massimo Fiori. Così i Comuni salgono a tre.

L’ACCELERAZIONE
Dalla presentazione dello studio è passato quasi un anno. Troppo tempo per Turriziani, che ha rinnovato l’appello agli amministratori che nicchiano, ribadendo che è giunto il momento di decidere. «I prossimi giorni saranno fondamentali, non si può più andare oltre - ha spiegato il numero uno di via Del Plebiscito - altrimenti si rischia di ritardare oltre il dovuto l’avvio del progetto. Vogliamo accelerare e stringere per capire chi ne vuole far parte e chi no. Mi auguro che gli altri Comuni deliberino entro settembre: i sindaci sciolgano la riserva. Siamo disponibili a un nuovo confronto e ad approfondire eventuali questioni o aspetti, ma bisogna chiudere al più presto questa prima fase». Poi Turriziani invita alla riflessione il primo cittadino di Ceccano, Caligiore: «Uno dei grandi centri dell’hinterland non può non essere parte attiva dell’ unione del Frusinate, sarebbe un peccato». Gli industriali, poi, confidano anche in un incontro con il governatore del Lazio e in una mossa concreta della Regione: «Attendiamo un passo ufficiale per il riconoscimento di questa intesa territoriale - ha concluso Turriziani -. Può fare da traino, anche perché per i processi di unificazione comprensoriale sono previsti fondi europei».

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