Frosinone, impianti e parco nel degrado a Selva Piana. I residenti: «Ci sentiamo abbandonati»

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«Ci sentiamo abbandonati». Tre parole. Dure e schiette, pronunciate dai residenti del quartiere Selva Piana, nella parte bassa di Frosinone. «Questa zona è tristemente famosa solo per fatti di cronaca nera- aggiunge Franco Napoli, abitante della zona- ma qui c’è tantissima brava gente che, ogni mattina, si alza per andare a lavoro. Ed, invece, siamo completamente dimenticati».


La condizione di Selva Piana è rappresentata da un gazebo bianco, posizionato nello spazio verde limitrofo a Piazzale Europa, che, nel corso del tempo, è diventato uno dei centri di socialità per gli abitanti del quartiere. Proprio lì, molti residenti si aggregano, escono dal mostro di cemento del Casermone, e giocano a carte. Con il mal tempo di fine dicembre, il gazebo è crollato. Ed ora è lì, recintato dalle strisce della Polizia Locale, caduto a terra come le speranze degli abitanti del quartiere.

«Questo giardinetto è il cuore pulsante di Selva Piana – afferma Napoli- Soprattutto in primavera, in molti ci raduniamo qui. Ci avevano detto che ci avrebbero dato uno spazio per un centro sociale degli anziani. Ma niente. In campagna elettorale, però, sono state fatte tantissime promesse da tutti i candidati. E poi? Spariti».

Per questo, lo scorso luglio, il cittadino si è armato di carta e penna, ed ha annunciato sui social di aver organizzato una raccolta firme per sollecitare interventi di dignità al quartiere: «In neanche sette giorni- sostiene il cittadino- ho raccolto circa 900 firme per chiedere una riqualificazione di Selva Piana. Il tutto indirizzato e protocollato all’Amministrazione. Qualcuno è anche venuto qui, promettendo qualche piccolo intervento. Ed invece, neanche questo». Oltre il gazebo, nell’area ci sono panchine di legno ormai rotte e deteriorate, giochi per bambini usurati o mancanti. «Ci portiamo le sedie da casa – spiega Napoli- perché queste panche sono rovinate».

C’è anche un campo di calcetto comunale, ad un soffio dal Casermone. Tra le linee di gioco, si vede un pallone. Svetta su un cumulo di rifiuti, abbandonati nel campo. Fotografia precisa per la condizione di quell'impianto sportivo che, come gli altri campi da calcio di tutto il mondo, è per i più giovani luogo di speranze e sogni. Resi, però, ancor più difficili dallo stato degradato del campo stesso.

È evidente già dal fischio d’inizio di partite improvvisate, in cui i calciatori sono costretti a saltare subito la buca che si erge proprio nel dischetto di centrocampo. Ed ancora, i pali arrugginiti delle porte, altri fossi sulle linee di porta. Forse fortifica, giocare su un campo così. Non a detta dei residenti: «Hanno risistemato la rete intorno al campo, tempo fa. Ma non è sufficiente. Come non è accettabile questo degrado».

E non c’è solo il campo da calcio, a Selva Piana. Ce ne è un altro da basket. Senza canestri. Altri due per giocare a bocce, sovrastati dall’incuria più totale e resi irriconoscibili dall’erba cresciuta nel loro interno, Ancora, nei giardinetti anche una piccola rampa da skate, deteriorata dal tempo.

A Selva Piana, nel 2014, è stata inaugurata una scuola elementare e, nel 2017, sono state spostate le sedi della Protezione Civile e della Polizia Locale nella sede ex Forum di Piazzale Europa. Tra l'altro, prima che fosse intrapresa la decisione di svolgere i Consigli comunali online, l’assise del capoluogo si riuniva proprio nell’Ex Forum. Ed il giovedì, nel quartiere si svolge il mercato: «Tutto questo non basta assolutamente – spiega sempre Franco Napoli- il cuore del quartiere si svolge nei giardinetti e nei campi sportivi. Con poche migliaia di euro, si darebbe un volto nuovo e si renderebbe veramente vivibile tutta la zona. Noi vogliamo esattamente questo, la riqualificazione del quartiere. Non c’è niente qui. Solo degrado. Per questo, vogliamo riscatto».
Matteo Ferazzoli


 


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