Frosinone, accusato di abusi sulla figlia: soltanto una corona al funerale del padre suicida

Venerdì 26 Gennaio 2018 di Maria Lombardi

Dal nostro inviato

ROCCASECCA (Frosinone) Una corona di rose rosse, l'unica, accanto all'altare. «La moglie, le figlie e i generi». Sono tutti in prima fila, nella chiesa di Roccasecca Scalo, davanti alla bara del marito e padre che se ne è andato lasciando tante domande che non avranno risposta. «È uno di quei momenti in cui si rinuncia a capire, perché certe vicende si vivono senza mai capirne il senso», anche don Giandomenico Valente avrà sofferto a trovare le parole di questa omelia. La chiesa è piena, la mamma è accanto alle quattro figlie, c'è anche la quattordicenne che ha raccontato «papà mi ha stuprato» in un tema. E da lì è cominciata tutta questa storia di urla affidate alla penna e consegnate alla prof di italiano nella scuola di Cassino, di silenzi, dubbi e rimorsi. La denuncia, l'inchiesta e la decisione del gip di allontanare 3 settimane fa l'uomo da casa e controllarlo con il braccialetto elettronico. Lui non ce l'ha fatta a sopportare tutto questo, «era già stato crocefisso», accusa il parroco.

«MORTO PER AVER SOLLIEVO»
Lunedì mattina si è impiccato con uno spago legato alle grate della chiesa di San Tommaso d'Aquino, nella rocca. «Non è salito fin lassù per segnare la fine di una storia - dice il parroco - ma per cercare sollievo, per incontrare le sguardo di quel grande crocefisso che custodisce l'eremo di San Tommaso. Credo che gli abbia parlato. Non posso pensare che in un luogo come quello non ci sia stato un dialogo tra due crocefissi».
La guardia carceraria di 54 anni già condannato alla croce senza alcun giudizio, dice il parroco, «era un uomo fragile», dice il parroco. Ma che non andava lasciato solo. «Nessuno va lasciato solo, nemmeno un uomo che può aver commesso degli errori. Perché un uomo, se resta solo, muore», questo sono le parole che il parroco rivolge «al resto del mondo», alla comunità di Roccasecca e a «quanti in questi giorni sono girati intorno», i giornalisti, le tv. Tra i fiori, anche quelli dei suoceri.
All'uscita della messa qualche momento di tensione, i familiari vogliono tenere lontani obiettivi e reporter, uno dei fratelli della guardia carceraria si scaglia contro una giornalista. La bara s'allontana con l'unica corona verso il cimitero di Roccasecca.
M.Lo.
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Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio, 19:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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