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Imprenditore morto al multipiano di Frosinone, parenti e amici increduli: «Stefano era un ragazzo pieno di vita»

Imprenditore morto al multipiano di Frosinone, parenti e amici increduli: «Stefano era un ragazzo pieno di vita»
di Marina Mingarelli
3 Minuti di Lettura
Lunedì 2 Agosto 2021, 08:15 - Ultimo aggiornamento: 3 Agosto, 10:31

Il multipiano di Frosinone risucchia un'altra giovane vita. La quarta nel giro di due anni. Una maledizione. Questa volta la vittima è Stefano Fortuna, 34 anni.

A fare la scoperta è stato un passante che ieri mattina, intorno alle 6, si stava recando al lavoro. Ha visto un corpo a terra davanti all'ingresso che dà su via Mazzini e ha chiamato subito le forze dell'ordine. Sul posto è giunta un'ambulanza del 118, ma il 34enne era già morto. Il volo, da un'altezza di 10 metri, non gli ha lasciato scampo.

Gli agenti della Squadra Mobile agli ordini del dirigente Flavio Genovesi hanno avviato le indagini per ricostruire le ultime ore di vita del giovane imprenditore che lavorava nell'azienda di famiglia che si occupa di impiantistica e ha sedi sia a Cassino che ad Aquino. Allo stato l'ipotesi più accreditata è quella del suicidio che resta comunque inspiegabile.

Gli investigatori si sono recati nella casa che il ragazzo divideva con i genitori, la sorella e due fratelli, ma non hanno trovato alcun elemento che potesse far intuire le sue intenzioni suicidiarie.

I poliziotti hanno cercato tra i suoi effetti personali alla ricerca di qualche biglietto. Ma fino a questo momento la ricerca non ha dato alcun risultato. Il suo gesto, se confermato, resta un mistero. Intanto il sostituto procuratore Samuel Amari, titolare dell'inchiesta, ha disposto l'esame autoptico sulla salma.

Un gesto inspiegabile 

Stefano si era diplomato all'istituto tecnico commerciale "Leonardo da Vinci". Era un ragazzo brillante, di bell'aspetto, con tanti amici. Appassionato del suo lavoro che lo portava spesso in giro per l'Italia, gran tifoso della Roma come testimoniano le foto della Curva Sud sul profilo Facebook, lui stesso giocatore amatoriale di futsal.

Cugino del politico cassinate Niki Dragonetti e nipote del defunto avvocato Vittorio Fortuna, del professor Saverio Fortuna e dell'ex procuratore generale di Venezia, Ennio Fortuna, Stefano viveva in un ambiente dove si respirava cultura, voglia di progettare e sperimentare.

Perché dunque decidere di farla finita? Domande a cui purtroppo i familiari, distrutti dal dolore, e gli stessi amici non riescono a dare una risposta. La sua bacheca Facebook in poche ore si è riempita di messaggi. Choc, dolore, ricordi di vita felice e una domanda ricorrente: Stefano, perché lo hai fatto?
Sembra che ieri il 34enne dovesse partire per il Nord Italia per impegni di lavoro. Invece all'alba si è diretto verso il multipiano. Poi, come si presume dalle prime ricostruzioni degli investigatori, il salto nel vuoto.

Quattro morti in due anni

L'ennesima tragedia che ha per teatro il parcheggio di viale Mazzina. Una sequenza di sangue iniziata il 10 maggio del 2019 quando Daniele Arduini uno studente di 19 anni, cantante rap, è precipitato mentre stata praticando il parkour, una disciplina acrobatica. Poi i suicidi. Quelli di Davide Bologna, un cameriere di 24 anni, (dodici giorni dopo la morte di Daniele Arduini, e di Alessandra Pomella, 22 anni, nel settembre dello scorso anno.

 

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