Frosinone, la Confesercenti:
«Contrari a un nuovo polo
di negozi in periferia»

Giovedì 25 Luglio 2019 di Stefano De Angelis

«Non siamo d’accordo sul progetto di un altro polo commerciale alla periferia del capoluogo. In ballo non c’è soltanto il futuro dei tanti negozi, gradi e piccoli, che insistono nei centri urbani, ma si pone anche una questione di carattere sociale e di vivibilità dei cittadini». È quanto sostiene Antonio Bottini, presidente di Confesercenti Frosinone.

All’indomani dell’adozione della variante al piano regolatore consortile da parte dell’assemblea dell’Asi, Bottini esorta il mondo della politica a rimettere al centro dei programmi la rivitalizzazione dei centri storici. «Non siamo affatto favorevoli alla trasformazione dell’area ex Permaflex in un sito di tipo commerciale - ha spiegato -. Non resteremo a guardare, esamineremo tutta la documentazione e siamo pronti ad adire le vie legali. Ormai i centri storici, dove nel tempo hanno chiuso migliaia di negozi, sono desertificati. La nascita di centri commerciali, peraltro un modello già superato per l’avvento dell’e-commerce, quindi degli scambi online, a nostro giudizio dovrebbe far riflettere su due questioni rilevanti: la sicurezza e la vivibilità dei cittadini non solo di Frosinone, ma anche di Ceccano, Ferentino e Anagni. Il rischio - aggiunge Bottini - non è soltanto quello di un ulteriore impoverimento dei centri storici. I negozi aperti o illuminati di notte, infatti, contribuiscono in maniera positiva al sistema sicurezza: i cittadini si sentono più tranquilli. E poi con le attività chiuse e con le vetrine spente lungo le strade e i vicoli, dove andrebbero a passeggiare? Ecco che s’inserisce anche la questione vivibilità». © RIPRODUZIONE RISERVATA