Frosinone, la Provincia non ha
spazi disponibili: l'archivio storico
a rischio sfratto. Ecco perché

Domenica 12 Agosto 2018 di Pierfederico Pernarella
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È sopravvissuto ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, ma ora rischia di scomparire sotto i colpi della burocrazia. L’avviso di sfratto non promette bene e se non ci saranno ripensamenti l’attività dell’ Archivio storico della Provincia di Frosinone potrebbe essere sospesa. Fino a data da destinarsi. Il dirigente ha intimato al responsabile del servizio di restituire le chiavi dell’ufficio. L’ente di Palazzo Iacobucci ha detto di non avere spazi adeguati disponibili per trovare una nuova collocazione. E quindi ora chi dovrebbe preoccuparsi di garantire la prosecuzione e la funzionalità di un servizio che si occupa della conservazione e della fruizione del patrimonio storico-documentale della Ciociaria? La Provincia ha declinato ogni responsabilità: «Ci pensi la Regione».

LA LEGGE DELRIO
Per comprendere la storia però bisogna fare qualche passo indietro. La legge Delrio, con la riorganizzazione delle Province, ha previsto che le funzioni culturali, in cui rientra anche l’ archivio storico, sono di competenza delle Regioni, personale compreso. Con una convenzione siglata nel novembre del 2016 la Provincia si è impegnata a mettere a disposizione i locali. E così è stato, ma con risultati che hanno portato all’epilogo di questi giorni. Già la prima collocazione non era adeguata, poi nell’autunno scorso l’ennesimo trasloco. In uno stanzino al piano terra, in fondo al corridoio a destra della portineria.

SPAZI RIDOTTI
Lo spazio è ridotto, tre metri per quattro a voler esagerare, sembra uno sgabuzzino: oggetti e faldoni accatastati per terra (ci sono due armadi) e sulla sola scrivania che la responsabile deve dividere con i ricercatori. Manca il fiato eppure da qui da qui passa l’accesso all’immensità di documenti della storia della provincia di Frosinone. In questo sgabuzzino bisogna farne richiesta e nello stesso si è obbligati a consultarli. Una volta trovati nel deposito, i documenti possono restare a disposizione dell’interessato per un anno e lo stanzino è l’unico luogo in cui lasciarli in consultazione. Attualmente sono in corso tra le altre le ricerche di un gruppo di studenti dell’Università di Firenze, della Soprintendenza sugli anni Sessanta.



I cacciatori di carte storiche, si sa, è gente animata da passione, che non chiede chissà quali comodità, ma in questo caso lo spirito di sacrificio votato alla ricerca è messo a dura prova. Di fatto scoraggiato. Per consultare i documenti c’è a disposizione solo la scrivania della funzionaria, l’unica ad occuparsi del servizio.
Nonostante le richieste, non si è riusciti a trovare uno spazio più confortevole, almeno per la consultazione. Ci sarebbe la sala Cascella, sempre al piano terra di palazzo Iacobucci, ma solitamente viene utilizzata per le gare d’appalto. Quindi è toccato adeguarsi, ma non senza problemi.



L’ISPEZIONE DELLA ASL
La situazione è precipitata alla fine di maggio quando c’è stato un controllo della Asl. Non si sa cosa abbiano rilevato gli ispettori, ma evidentemente non è venuto fuori niente di buono se è vero che alla luce di quella ispezione la Provincia ha intimato alla responsabile di riconsegnare le chiavi dell’ufficio, senza prospettare una soluzione perché, scrive il dirigente, presso palazzo Iacobucci e nella biblioteca provinciale non risultano locali disponibili. A trovarli, dicono dalla Provincia, deve pensarci la Regione, pure restando la volontà a trovare nuove soluzioni organizzative o gestionali. Quali?



«TROVEREMO UNA SOLUZIONE»
«Non conosco nel dettaglio la vicenda, ma siamo abituati a risolvere i problemi e anche in questo caso ci adopereremo per farlo». Così risponde il presidente della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, sul caso dell’ archivio storico. Qualche dettaglio in più invece lo conosce il consigliere Germano Caperna, delegato alle funzioni culturali. «È chiaro che ci sono problemi, ma una questione di stretta competenza dei dirigenti. So che quelli della Provincia stanno affrontando il problema con la Regione, per valutare altre soluzioni.

L'APPELLO DEGLI STUDIOSI
Gli studiosi locali hanno più volte segnalato il problema agli amministratori. A loro nome parla Maurizio Federico: «L’ archivio storico della Provincia di Frosinone - spiega - è un gioiello, essendo tra i più completi d’Italia. Si tenga anche che, grazie a consistenti finanziamenti regionali, è stato realizzato un lavoro d’inventariato dei documenti molto importante. Quei contributi però erano stati concessi a condizione che il materiale fosse accessibile al pubblico. Chiudendo l’ufficio si rischia di contravvenire agli accordi presi per ottenere i contributi. Non parlo soltanto a nome mio, ma di tutti gli studiosi che si occupano di storia locale e trovano la situazione assurdo. Abbiamo più volte posto il problema agli amministratori che ci hanno sempre rassicurato, ma nei fatti non è cambiato nulla. Nella situazione attuale di fatto si scoraggiano i ricercatori a svolgere le attività di studio. Riteniamo inconcepibile che non si riesca a trovare uno spazio adeguato per l’attività dell’ archivio provinciale, così come succede in quasi tutti i Comuni della provincia, dove almeno una scrivania per la sola consultazione dei documenti è stata messa a disposizione». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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