CORONAVIRUS

Frosinone, giornata di donazioni per l'Avis: «Il Covid è solo un'aggiunta. C'è bisogno di sangue».

Martedì 20 Ottobre 2020 di Matteo Ferazzoli

«Venite a donare, c’è sempre necessità di sangue»: questo il messaggio lanciato dall’ Avis di Frosinone, nella raccolta mensile di sangue, dalle 8 alle 11, nella sede dell’Asl di Frosinone. Oltre dieci le persone, tra chi era slegato dalle associazioni e chi era membro dell’Avis, giunte a donare il sangue, qualcuno anche il plasma, nonostante le difficoltà dovute al Covid-19.
Le parole dell’Avis
«Sul territorio – spiega Filomena Ceccarelli, presidente dell'Avis frusinate- non c'è molta conoscenza su come si dovrebbe fare e sulla sicurezza che c’è nel venire a donare sangue, nonostante la situazione attuale del coronavirus. Il Covid-19 non è trasmissibile con la donazione. Farlo, poi, tramite prenotazione e sfruttando il lavoro delle associazioni è sicuramente più vantaggioso, anche a livello di informazioni e di vantaggi che spettano a chi dona il sangue. Ad esempio, il donatore può fare anche il test sierologico, in maniera completamente gratuita». 
Il punto delle donazioni nel periodo Covid
Il presidente dell’Avis, quindi, fa in punto sullo stato delle donazioni nella piena epopea Covid-19: «La frequenza delle donazioni va a periodi. Appena è scoppiato il coronavirus, c’è stato quasi un arresto delle donazioni. Subito dopo, grazie anche al comunicato nazionale dell’Avis che ha spiegato meglio la situazione e ha chiarito i dubbi, c’è stato un fortissimo incremento di chi veniva a donare. Abbiamo anche dovuto stoppare la presenza delle persone perché c’era stato un afflusso non indifferente». In questa seconda ondata, invece, la Ceccarelli spiega: «Ancora non è chiara la situazione, perché non capiamo bene il pensiero dei donatori. Molte persone, in questo frangente, hanno perso il lavoro, altre sono impegnate in diverse questioni e, visto il periodo, rimandano la donazione. Qualcuno, poi, potrebbe essere sfiduciato e impaurito per tutta la questione Covid-19. Vorrei però invitare le persone a donare, tramite prenotazione. Tutto si svolge nella sicurezza più assoluta e da noi dell’Avis si possono apprendere tutte le informazioni a riguardo. Non va dimenticato – conclude- che il bisogno di sangue e delle donazioni periodiche c’è ancora. Il Covid è solo un’aggiunta». Mario Rossi, vicepresidente Avis, invece, testimonia: «Negli ultimi mesi, ho gestito diverse emergenze di richiesta sangue proveniente dai medici stessi. Ci sono stati interventi rinviati perché mancava il sangue. Si sono verificare anche alcune richieste di donazioni. Ma il sangue donato ha diverse percorsi, il donatore non si improvvisa, deve essere garantito». Sul sangue raccolto, spiega: «Non esistono più le donazioni assistite. Il sangue prelevato qui nel territorio viene portato a Tor Vergata, dove c’è il centro di lavorazione regionale, e non è detto che torni qui. Prima, il reparto, stava anche qui a Frosinone ed invece poi è stato tolto».
Le testimonianze
«E’ importantissimo donare il sangue– spiega Giovanna, giunta ieri mattina all’Asl frusinate- mi sono trovata bene con la prenotazione, tramite Avis. Tutte le norme di sicurezza sono state rispettate. Non ho paura. Così come vado a fare la spesa, non mi posso preoccupare per venire a compiere questo gesto di donazione». Un altro donatore, Roberto, afferma: «Donare il sangue è un gesto sempre importante. Particolarmente in questo periodo. Non ho paura di contrarre il Covid perché uso quelle poche norme per evitare il contagio. Durante il prelievo, tra l’altro, sono stati rispettati tutti i protocolli necessari».
Matteo Ferazzoli

 

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