Frosinone, ex Forum: accordo
per la sanzione da 15 milioni
annullato, atti alla Corte dei Conti

di Alessandro Redirossi
Il Tar annulla la maxi-sanzione da 15 milioni di euro del Comune ai privati e l'articolo dell'accordo del 2008 da cui era nata. E decide di inviare gli atti alla Corte dei Conti. E' la sentenza del Tribunale amministrativo di Latina rispetto al caso dell’ex Forum, lo stabile di piazzale Europa che oggi ospita locali commerciali privati e uffici comunali (Polizia locale e Protezione civile).
LA STORIA
Una vicenda che parte oltre 15 anni fa. Nel 2002, dopo il permesso a costruire relativo allo stabile, il Comune contesta alla società la realizzazione di un forte aumento della cubatura originaria. Dopo aver rilevato l’abuso, però, il Comune non acquisisce l’intero stabile (per demolirlo o inglobarlo nelle proprietà comunali) ma, anche in seguito a un parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, decide di arrivare a una transazione con il privato, la Forum srl. Relativamente all'abuso, l’accordo del 2008 prevede - tra le altre cose - il versamento da parte della Forum srl al Comune di una  “sanzione amministrativa congruente con la concessione edilizia" del 2002. Da quantificare al rilascio del permesso a costruire in sanatoria. Vengono rilasciati due permessi a costruire: nel 2009 alla Forum srl e nel 2014 alla Db Group srl (nuova proprietaria del fabbricato). Ma la sanzione non viene quantificata. Nel 2015, vista la nuova convenzione con Db Group srl e il via ai lavori all’ex Forum, il Comune chiede all’Agenzia delle Entrate una stima dell’immobile. Al fine di quantificare la sanzione da irrogare. Dopo verifiche e polemiche, a dicembre 2017 la determina comunale con cui si fissa la sanzione a 15,2 milioni di euro nei confronti dei privati, per le vicende partite 15 anni prima. E' calcolata sul valore dell’immobile, al netto delle aree già acquisite dal Comune per posizionarci degli uffici pubblici.
LA SENTENZA
Il Tar di Latina, con sentenza pubblicata ieri, ha però annullato la determina del Comune e la sanzione. Così come la parte dell’accordo Comune-privato del 2008 riguardante la maxi-multa da quantificare. A impugnare gli atti erano stati i privati (sia la Fallimento Forum srl che Db Group srl). Il giudizio si è incentrato in particolare sul’accordo del 2008. Nell'atto della sentenza si evidenzia che la strada percorsa - la sanzione applicata sulla base di un accordo transattivo - sarebbe “atipica” rispetto alle disposizioni di legge. Che prevedrebbero l’acquisizione gratuita dell'immobile da parte del Comune. Il Tar sottolinea anche che il caso dell’ex Forum (con una pena pecuniaria di questo tipo, sulla base di un accordo con il privato) è un "unicum" nel contesto comunale frusinate: non è assimilabile alla generalità delle altre convenzioni con i privati. Inoltre si contesta anche che, nell’accordo 2008,la sanzione non sia stata determinata puntualmente. Infine i giudici citano le parole usate dallo stesso Comune (in un atto del 2016) per evidenziare la singolarità della procedura seguita rispetto all'abuso. E quindi il Tar ha inviato gli atti anche all’esame della Procura regionale della Corte dei conti per eventuali approfondimenti. Ha quindi annullato tutto: una parte dell’accordo 2008 sulla sanzione e la determina comunale di dicembre contenente la maxi-multa da 15 milioni. Condannando anche l'Ente al pagamento delle spese di giudizio per 5000 euro.
IL COMUNE
Dal Comune si sottolinea, con una nota, che l'accordo transattivo risale a 10 anni fa e ad amministrazioni diverse da quella guidata da Ottaviani. “Per l’amministrazione comunale, invero, la richiesta del pagamento della sanzione rappresentava un atto dovuto a fronte dell’accordo transattivo sottoscritto tra il Comune di Frosinone e la Forum S.r.l. in data 21 luglio 2008 e degli indirizzi forniti dal Consiglio Comunale con delibera n. 11 del 26.3.2008 - si legge nella nota comunale - In buona sostanza, l’accordo di cui sopra prevedeva, fra gli altri, che a seguito della contestazione degli abusi edilizi realizzati, la società fosse tenuta a corrispondere all’Amministrazione Comunale una sanzione amministrativa congrua, a fronte dei maggiori volumi realizzati abusivamente, sostitutiva della demolizione e della successiva acquisizione gratuita del bene a favore dell’Ente. Il Tar di Latina, con la sentenza odierna, ha dichiarato nullo l’accordo di cui sopra per violazione dei principi di legalità, tassatività delle sanzioni amministrative sul presupposto che non fosse possibile prevedere “attraverso un accordo sostitutivo di provvedimento e modificativo di una convenzione urbanistica stipulata nell’ambito di un Peep una sanzione amministrativa pecuniaria sostitutiva dell’acquisizione al patrimonio del Comune dell’immobile realizzato in totale difformità dal titolo abilitativo, che è la conseguenza afflittiva tipicamente prevista per questa fattispecie di illecito dall’art. 31 D.P.R. n. 380/2001” (punto 4.1. della sentenza). Peraltro, sulla scorta della "singolarità costituita dal predetto accordo transattivo intervenuto" con l’amministrazione comunale in carica nel 2008, il Tar ha ritenuto di trasmettere gli atti alla Procura regionale della Corte dei Conti per l’accertamento del possibile grave danno erariale a carico dell’Ente, derivante dalla mancata acquisizione del bene al patrimonio comunale”.
 
Giovedì 12 Luglio 2018 - Ultimo aggiornamento: 19:51

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