Il compagno della donna morta: «Non l'ho mai toccata con un dito». Resta il giallo

La baracca dell'omicidio
di Marina Mingarelli
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Venerdì 8 Maggio 2020, 05:00

Proseguono a ritmo serrato le indagini della procura sulla bulgara di 58 anni rinvenuta cadavere, domenica scorsa, in una baracca in via San Martino ad Arnara, in provincia di Frosinone

Intanto l’altro ieri alle ore 14, presso l’obitorio dell’ospedale di Frosinone il medico legale Giovanbattista Paliani su incarico del sostituto procuratore Vittorio Misiti, ha effettuato l’esame autoptico sulla salma.

Elvira, questo il suo nome, è stata ritrovata senza vita in quel tugurio dall’ex compagno, un pastore di 53 anni che l’aveva ospitata in quella baracca di sua proprietà. Adesso bisognerà attendere i canonici 60 giorni per avere i risultati della perizia. Di certo si sa che il dott. Luigi Magale dell’Asl che per primo ha effettuato l’ispezione cadaverica, avrebbe riferito di non essere in grado di stabilire se si fosse trattato o meno di morte naturale. Il decesso tra l’altro risaliva ad almeno nove ore prima. Per tale motivo il magistrato inquirente, proprio per dissipare ogni dubbio, ha deciso di procedere con l’esame autoptico.

CHI L’HA VISTO?
Del caso di questa donna che viveva nel più totale degrado, se ne è occupata anche la trasmissione “Chi l’ha visto”. E proprio dai microfoni degli operatori di Rai 3 l’uomo, che aveva ospitato la straniera, ha dato la sua versione dei fatti. 

A suo dire conosceva Elvira da almeno dieci anni. Per lungo tempo avevano convissuto insieme. Ma poi con il passare del tempo quel rapporto si era trasformato in una profonda amicizia. Prima di arrivare in quella baracca Elvira stava lavorando come badante a Fossanova. Ma circa tre settimane fa la donna lo aveva chiamato dicendogli di andarla a prendere perché non riusciva più a lavorare in quel posto. La persona alla quale doveva badare era affetta da disturbi psichiatrici e lei non ce la faceva a gestire quella situazione.

L’uomo però le aveva risposto che per le misure anti virus era impossibilitato a muoversi. A quel punto la bulgara aveva preso un treno ed era scesa alla stazione di Ceccano dove l’ex convivente la stava aspettando in sella al suo scooter. Sempre a detta dell’uomo, la donna, essendo stata a lavorare nel Pontino, poteva essere stata infettata e allora lui le ha proposto di andare a dormire nella baracca (vicina alla sua modesta abitazione) per evitare un eventuale contagio dal coronavirus. E lui voleva stare tranquillo. Il resto è cronaca domenica scorsa : il pastore l’ha trovata in quel tugurio fatto di lamiere per terra esamine.
L’uomo ha riferito che uno dei figli di Elvira lo avrebbe minacciato addossandogli la responsabilità di quanto accaduto. .

 Quel vizio di alzare il gomito, a suo dire, aveva portato alla fine di quel rapporto. Sembra che una delle figlie di Elvira che si trova a Verona abbia reclamato la salma della madre.

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