Frosinone, accoltellato in un palazzo di viale Mazzini dopo una lite per la droga: polizia sulle tracce di un albanese

Sabato 21 Novembre 2020 di Marina Mingarelli

Ha un nome ed un volto l’aggressore di Luca Pinto, il 38enne originario di Supino ma da anni residente nel capoluogo ciociaro, accoltellato l’altra sera nell’androne di un palazzo di viale Mazzini a Frosinone, davanti al vecchio ospedale.

Gli agenti della Squadra Mobile agli ordini del dirigente Flavio Genovesi stanno danno la caccia ad un albanese che risiede proprio in quello stabile. Nel corso della perquisizione nel suo appartamento i poliziotti hanno rinvenuto ben occultata in una damigiana, un chilo di marijuana. La droga era pronta per essere spacciata agli assuntori del capoluogo e dei paesi limitrofi.

Luca Pinto prima di essere aggredito aveva suonato al campanello dello straniero. La lite tra i due è scaturita per motivi legati alla droga. Resta da capire adesso se entrambi si stessero contendendo alcune zone dello spaccio, o se invece il 38enne aveva dei debiti insoluti sempre legati all’acquisto della sostanza stupefacente.

Ad avere la peggio è stato Pinto che è stato colpito al torace con due fendenti al torace ed è poi rimasto nell’androne del palazzo in una pozza di sangue. Se gli agenti di polizia non avessero ricevuto la chiamata al 113 da parte di un cittadino che aveva segnalato di aver udito delle urla provenire da quella palazzina, con tutta probabilità si sarebbe consumata la tragedia.

Il 38enne, con numerosi precedenti penali alle spalle per i reati di rapina e spaccio, è stato soccorso tempestivamente dai medici del 118 che lo hanno trasportato a sirene spiegate presso l’ospedale di Frosinone. Le coltellate inferte al torace hanno causato nel paziente una emorragia molto estesa ed i sanitari subito dopo il ricovero, sono stati costretti ad intervenire chirurgicamente. Al momento si sa che l’operazione tecnicamente è riuscita. Luca Pinto però si trova ancora in prognosi riservata. I medici non disperano comunque di salvargli la vita.

Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori l’intenzione dello straniero era proprio quella di uccidere il supinese che tra l’altro è anche padre di un bambino di pochi anni. Al momento l’albanese viene ricercato per l’ipotesi di reato di tentato omicidio.

Gli agenti della Squadra Mobile che stanno seguendo le indagini stanno setacciando palmo a palmo numerose zone del territorio considerate sedi dello spaccio. Perquisizioni a tappeto anche in alcune abitazioni dove l’uomo potrebbe aver trovato rifugio presso alcuni suoi connazionali. Mancherebbero soltanto pochi tasselli da incastrare per arrivare alla stretta finale. E non è escluso che il malvivente sentendosi braccato possa fare per primo un passo falso ed anticipare così la sua cattura.

La damigiana carica di droga apre altri scenari circa lo smercio di sostanza stupefacente nel territorio frusinate. Dietro il quantitativo sequestrato potrebbe esserci un’organizzazione, come altre ne sono state scoperte in questi anni nel capoluogo ciociaro.

Ultimo aggiornamento: 16:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA