Droga Frosinone: tra gli arrestati la madre e l'ex marito di Gloria Pompili, la ragazza uccisa perché non voleva prostituirsi

Droga Frosinone: tra gli arrestati la madre e l'ex marito di Gloria Pompili, la ragazza uccisa perché non voleva prostituirsi
di Marina Mingarelli
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Venerdì 3 Dicembre 2021, 23:29 - Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre, 08:17

Smantellata una piazza di spaccio, ne rinasce un’altra. Anzi questa volta erano sette. E “Seven” (sette in inglese) è stata ribattezzata l’operazione antidroga portata a termine ieri dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Frosinone. Ventidue le misure cautelari adottate: 3 arresti in carcere, 11 ai domiciliari, 7 divieti di dimora e un obbligo di dimora. I provvedimenti sono stati disposti dal gip Ida Logoluso su richiesta della procura di Frosinone.

Gli arrestati

In carcere sono finiti Luigi e Cristian Iaboni, rispettivamente padre e figlio, e Milard Durac. Ai domiciliari sono finiti invece Ilaria Di Zazzo, Carmela Del Prete, Lara Marcoccia, Giuseppe Liburdi, Eleonora Piras, Alessia Turriziani, Gessica Cupido, Salvatore Presti, Marco Sperduti (questi è stato sorpreso nella sua abitazione con 105 grammi di hashish, 40 grammi di crack e 4 grammi di cocaina), Giovanni Magale, ed Enea Muca. Tra gli arrestati Carmela Del Prete e Milard Durac, rispettivamente madre ed ex marito di Gloria Pompilli, la giovane mamma di via Bellini massacrata di botte dalla cugina e dal compagno egiziano di quest’ultima, perché non voleva più prostituirsi.

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Le zone dello spaccio

Stando alle indagini le attività di spaccio di cocaina e crack avvenivano in sette punti diversi: via Verdi, via Don Minzoni via viale Grecia via Casilina Nord, piazza Beata Maria de Mattias via del Cipresso e Corso Francia. Le “postazioni” si ramificavano nei paesi limitrofi della provincia ciociara dove numerosi stranieri di nazionalità albanese gestivano lo smercio di droga.

L’inchiesta è stata avviata nel novembre del 2020 e dopo oltre un anno sono scattati i primi tre arresti. Le indagini sono proseguite nel corso del 2021. Intercettazioni telefoniche e ambientali, e riprese video hanno consentito di ricostruire il sistema di spaccio dal rifornimento alla vendita dettaglio.

Lo spaccio di droga era garantito per tutta la giornata, h24, e in tutti i sette giorni alla settimana. La platea degli assuntori era molto variegata , di una età compresa dai 18 ai 50 anni. Secondo quanto emerso dalle indagini gli spacciatori incassavano giornalmente circa 15.000 euro, mentre l’incasso mensile si aggirava sui 450 mila euro.

La droga veniva venduta, così come avviene sovente per altre merci, anche a domicilio. I clienti che volevano che le dosi di stupefacente arrivassero direttamente a casa loro non dovevano far altro che inviare messaggi sui canali informatici (WhatsApp, Instagram e Messenger).

I pusher, molto ben organizzati, facevano in modo che la vendita andasse in porto. Eleonora Piras, una delle donne arrestate (difesa dall’avvocato Marco Maietta si trova adesso ai domiciliari) era tra quelle preposte a questo tipo di ruolo. Dopo aver concordato gli incontri con gli acquirenti che utilizzavano un linguaggio criptico per riferirsi alla quantità di sostanza desiderata, (indicavano le dosi con dei nomi in codice: “birre”, “bulloni” o “ruote di scorta” ) provvedeva al recapito delle cocaina a domicilio.

«La rilevanza del traffico di sostanze stupefacenti, l’entità della cocaina e crack distribuita sistematicamente nelle piazze di spaccio di Frosinone determinavano un notevole allarme sociale anche per il notevole numero dei consumatori molti in giovane età provenienti da tutta la provincia», commenta il procuratore di Frosinone Antonio Guerriero.

Lunedì prenderanno il via gli interrogatori. Nel collegio difensivo gli avvocati Rosario Grieco, Tony Ceccarelli, Luigi Tozzi, Marco Maietta, Riccardo Masecchia e Mario Grieco.

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