Donatella, la boxeuse ciociara cresciuta a latte e ganci: «Ora sogno di andare alle Olimpiadi»

Donatella Ferrante, 20 anni, di Ripi
di Matteo Ferazzoli
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Domenica 18 Luglio 2021, 11:05 - Ultimo aggiornamento: 19:42

Donatella indossa una casacca azzurra mentre al suo collo risplende una medaglia d'argento. È il risultato di anni di sacrifici, dedizione e duro lavoro in palestra. Perché il pugilato arde dentro di lei da quando era poco più che bambina, accompagnandola poi per tutta la crescita. Da qualche giorno, della nobile arte, Donatella Ferrante ne è la vicecampionessa italiana under 22.

Vent'anni tra poco più di un mese, Donatella Ferrante è nata a Roma. «Però ho sempre vissuto a Ripi racconta - fino allo scorso anno, quando mi sono trasferita nella Capitale per studiare Scienze motorie al Foro Italico».

La settimana scorsa a Cascia, in provincia di Perugia, si è laureata vice campionessa italiana under 22. Donatella si è uno degli astri nascenti del pugilato italiano, nella categoria dei 64 chilogrammi.

I primi passi sul ring

Il primo passo dentro una palestra, Donatella l'ha mosso quando era piccolissima: «La passione per la boxe è nata grazie a mio padre Rocco. Anche lui era un pugile e mi portava sempre in palestra, fin da quando ero piccola. Inizialmente solo per farmi fare attività fisica. Ma poi, col tempo, il pugilato è diventato una vera e propria passione». È nella palestra Metropolis di Ripi, allenata da suo padre, che Donatella ha iniziato a praticare la nobile arte.

Gli allenamenti nella storica palestra del Quadraro

Lo scorso anno si è trasferita a Roma per motivi di studio. Ora si allena almeno 4 volte a settimana nell'importante palestra capitolina Quadraro boxe. Un lavoro duro per coronare i suoi sogni in uno sport che, nell'immaginario collettivo, in maniera erronea, viene spesso associato solo agli uomini.

«Un po' di discriminazione in questo sport c'è sempre stata ma da una parte la devo ringraziare perché questo mi ha sempre spronato a fare di più. Mi allenavo con tutti maschi e venivo sempre definita come la più debole. Questo mi ha spinto ad allenarmi più di loro. Gli uomini geneticamente sono più portati nella forza ma allenandomi e mettendoci più voglia di loro sono riuscita ad arrivare a dei livelli a cui gli altri non sono più arrivati. Quindi continua - da una parte mi ha un po' demoralizzato allenarmi in una palestra di uomini ma quel sentirmi in difetto mi ha fatto uscire sempre più fuori. Alla fine, ringrazio l'essere donna».

La vittoria al campionato regionale

Tra l'altro, la boxeuse ciociara, oltre che esser medaglia d'argento ai nazionali under 22, è anche la campionessa regionale del Lazio. Una vittoria conseguita ad inizio luglio, al PalaSantoro di Roma. Alla finale dei campionati nazionali, dove è stata sconfitta ai punti, Donatella si è infatti presentata da imbattuta. All'angolo, ad accompagnarla verso le 16 corde, c'era ovviamente suo padre Rocco Antonio e i suoi allenatori al Quadraro Stefano Fantogini (in foto) e Silvano Setaro.

«Inizialmente non ho preso benissimo la sconfitta in finale ci racconta Donatella- anche perché era la prima della carriera. Avevo un insieme di emozioni in contrasto tra loro. Da un lato ero felice, perché era il mio primo campionato nazionale e, avendo poca esperienza, è andato più che bene. Sono contentissima di dove sono arrivata. Allo stesso tempo, però, potevo fare molto di più e, quindi, un po' ci sono rimasta male. È stata comunque una bella esperienza e mi ha formato anche la sconfitta».

E adesso, invece, lo sguardo della vicecampionessa nazionale under 22, è rivolto verso vette altissime: «Come atleta, ambisco ad entrare in Nazionale e ad andare alle Olimpiadi. Diventare qualcuno di veramente importante nella boxe, special modo nell'ambito professionistico. Poi, quando non potrò più combattere, gli studi che sto portando avanti ricadono sempre nello sport. Vorrei quindi diventare anche allenatrice di boxe».
 

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