Distrazione di denaro, lieve condanna per padre e figlia

Il Tribunale di Frosinone
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Mercoledì 24 Giugno 2020, 06:55 - Ultimo aggiornamento: 10:30

Se la sono cavata con una pena estremamente lieve gli imprenditori Luigi e Laura Fabrizi (padre e figlia) di Boville, che costruirono gran parte del complesso Forum (in piazzale Europa) a Frosinone.
Dopo aver realizzato l’edificio, il Comune di Frosinone intervenne revocando le concessioni e da lì è iniziato il declino di una delle maggiori imprese edili del frusinate.
Padre e figlia finirono sott’inchiesta e la Procura ha ipotizzato nei loro confronti il reato di bancarotta fraudolenta documentale (ossia l’omessa tenuta della contabilità interna per via di documenti spariti) e la distrazione di denaro (un versamento di 39 mila euro fatto sul conto della società, di cui la Procura non ha trovato traccia). In particolare a Luigi Fabrizi l’accusa contestava anche la posizione di “amministratore occulto” (risultando, la figlia, amministratrice della società).
Ieri, al termine della requisitoria, il pm ha dunque chiesto una condanna a 4 anni di carcere più altri 4 anni di interdizione dai pubblici uffici.
Ma l’avvocato Giuseppe Dell’Aversano ha smontato il castello accusatorio, evidenziando innanzitutto che Luigi Fabrizi non era affatto un amministratore occulto; ma, avendo creato lui stesso la società nel lontano 1973, non poteva non partecipare alle attività gestite, poi, dalla figlia.
Non solo: ma l’avvocato ha rimarcato che, pur tra mille difficoltà economiche, i Fabrizi hanno messo a disposizione dei creditori tutto il loro patrimonio di famiglia. Dunque, non poteva essere ravvisato alcun comportamento doloso nei comportamenti successivi alle difficoltà economiche cui era andata incontro l’azienda.
«Riprova ne è - ha sottolineato l’avvocato Dell’Aversano - che oggi vengono assistiti attraverso l’istituto del gratuito patrocinio». 
Per quanto riguarda la documentazione mancante, è stato dimostrato che i Fabrizi non avevano alcuna colpa (tanto è vero che, a fronte di 200 faldoni sequestrati presso la sede della società, al termine dell’inchiesta ne sono stati restituiti appena 3). Pertanto, per questo reato, sono stati assolti. 
Invece sono stati condannati a 2 anni (con la sospensione condizionale) per quel versamento di 39 mila euro che, dai propri conti personali, avevano fatto sul conto della società. L’avvocato Dell’Aversano ha preannunciato appello contro questa condanna a 2 anni.

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