Dava dei "iettatori" a due colleghi, autista di bus rinviato a giudizio

Sabato 14 Dicembre 2019
Aveva etichettato due colleghi di lavoro come iettatori. Per tale motivo aveva messo in atto una serie di comportamenti persecutori. Ex autista del trasporto pubblico Geaf di 50 anni è stato rinviato a giudizio per il reato di stalking.
Sulla jettatura sono stati consumati fiumi di inchiostro. Le nuove generazioni usano il neologismo sfiga. Lo stesso Pirandello in uno dei suoi racconti conferisce la patente di iettatore ad una persona che nell'immaginario collettivo portava sfortuna.

Così ha fatto R.D. S., autista di mezzi pubblici originario di Arce che, per ben due anni, ha vessato due colleghi facendo credere a tutti che fossero persone negative e che stare insieme a loro significava rischiare di essere vittime di sventure. In realtà i due autisti erano soltanto persone molto semplici e genuine che amavano il lavoro e la famiglia. Doti che però l'uomo ridicolizzava ed enfatizzava.

Per questo motivo i due autisti si sono rivolti all'avvocato Antonio Ceccani che, ravvisando il reato di stalking, ha presentato nei confronti dell'autista una dettagliata denuncia. Secondo quanto dichiarato dalle vittime, ogni volta che il collega li vedeva sul posto di lavoro faceva le corna e si toccava i genitali. Gesti che leggende metropolitane vogliono che si facciano per allontanare la jella .

Altre volte, quando li incontrava, sputava per terra e poi li fissava in segno di sfida. Comportamento che aveva ingenerato- si legge nel capo di imputazione- «uno stato di ansia che costringeva gli stessi a modificare anche sensibilmente le loro abitudini di vita, proseguendo in tali atteggiamenti nonostante le parti offese si fossero rivolte all'azienda ed ai sindacati per cercare di mettere fine a tali atteggiamenti».

Quei comportamenti molesti, ingiuriosi e minacciosi sono terminati soltanto nel 2016 quando l'imputato ha cambiato posto di lavoro trasferendosi altrove. Ma la psiche dei due autisti era ormai stata profondamente minata. Entrambi, a causa dell'atteggiamento di quel collega, hanno avuto problemi a relazionarsi con la gente.

La paura di essere stati etichettati come portatori di sventura li aveva portati a rinchiudersi ed a evitare di contattare gli amici ed il mondo esterno. Per non parlare dello stato perdurabile di ansia a seguito della quale sono stati costretti a rivolgersi agli specialisti del campo . Non è piacevole uscire di casa e guardarsi intorno per vedere se qualcuno fa dietro gli scongiuri. Una situazione che a seguito dell'inchiesta portata avanti dalla procura è finita davanti al giudice per le udienze preliminari. Nella giornata di ieri l'autista è stato rinviato a giudizio per il reato di stalking. La prima udienza è stata fissata per il 3 aprile del 2020. I due autisti (ex colleghi di lavoro) si sono costituiti parte civile. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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