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Dall'Algeria all'Italia, giovane profugo operato allo "Spaziani" per un tumore che lo avrebbe reso cieco

Dall'Algeria all'Italia, giovane profugo operato allo "Spaziani" per un tumore che lo avrebbe reso cieco
di Giovanni Del Giaccio
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 17 Agosto 2022, 08:10

Un intervento straordinario, fatto grazie alla professionalità e alle moderne tecnologie della neurochirurgia dell'ospedale Spaziani di Frosinone. Ma soprattutto un intervento umanitario, ultima tappa di una perfetta sinergia istituzionale che non si ferma certo perché ci sono le ferie estive. È la storia a lieto fine di un giovane sahariano, malato di un tumore e al quale è stata evitata la cecità. Un intervento delicato, eseguito appunto dall'Unità operativa complessa di neurochirugia di Frosinone, diretta da Giancarlo D'Andrea.
Il ragazzo, 18 anni, profugo del Sahara, rifugiato in Algeria, è affetto da un particolare tumore benigno ed è stato operato grazie ad un accordo internazionale, mediato dal Ministero della Salute, presso l'unità operativa complessa dell'ospedale del capoluogo che ha accolto la richiesta di aiuto umanitario è si è subito adoperata per assistere il giovane.
«Il ragazzo affetto da gigantismo disarmonico per un macroadenoma ipofisario Gh secernente -si legge nella nota dell'azienda - stava rischiando la cecità a causa della compressione che il tumore esercitava sulle vie ottiche». Si tratta di un tumore della ghiandola ipofisaria, al centro della testa, che produce l'ormone della crescita e può portare a gigantismo. L'ipofisi è situata vicino ai nervi ottici e per questo può dare disturbi della vista. Cosa che nel giovane stava accadendo.


Il tempestivo intervento di mediazione del Ministero della Salute e dell'Ambasciata italiana in Algeria, hanno permesso il trasferimento del paziente in Italia e l'accesso all'ospedale Fabrizio Spaziani d dove è stato immediatamente preso in carico.
L'intervento - ad alta complessità tecnica - è stato eseguito per via endoscopica attraverso un approccio transnasosfenoidale. Vale a dire facendo passare l'endoscopio e altri strumenti chirurgici attraverso il naso e lo sfenoide (un osso a forma di farfalla alla base del cranio) nella cavità del seno sfenoidale. Una chirurgia che viene utilizzata proprio per rimuovere i tumori della ghiandola ipofisaria. Grazie a questo è stato possibile decomprimere le vie ottiche ed evitare la cecità al ragazzo. «L'operazione - conclude la nota della Asl - è perfettamente riuscita. Grazie alla stretta e continuativa collaborazione con il Ministero della Salute, l'unità di neurochirurgia dell'ospedale di Frosinone, è aperta alle richieste di aiuto umanitario anche per i per i pazienti extracomunitari bisognosi di cure».
Giovanni Del Giaccio
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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