Conservatorio e Accademia: le restrizioni non fanno paura

Il direttore del Conservatorio Alberto Giraldi
di Aldo Simoni
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Domenica 25 Aprile 2021, 02:55

Con la zona “gialla” si torna verso la normalità. E per le maggiori istituzioni culturali del Territorio (Conservatorio e Accademia) si cerca di uscire dalla “eccezionalità” degli ultimi mesi. Anche se gli esami si sono tenuti sempre “in presenza”.
«Non solo gli esami, ma anche le lezioni individuali - aggiunge il direttore del Conservatorio di Musica, Alberto Giraldi - hanno proseguito il loro programma senza interruzioni». Ma è indubbio che, per garantire sempre le norme di sicurezza, notevoli sono stati gli sforzi del Direttore per assicurare un percorso formativo “regolare” a tutti gli studenti.
«Proprio ora abbiamo ricevuto una circolare del Ministero che ci invita a riprendere, gradualmente, tutte le attività. Ed è quello che faremo».
Intanto si fanno i conti con le iscrizioni. Il corso che ha sofferto di più è stato quello di “canto”.
«Sì, perchè lì ci sono diversi iscritti che vengono dalla Cina e dalla Corea. Ed è evidente che, nei mesi passati, i ragazzi sono tornati a casa. Eppure, nonostante queste defezioni, abbiamo mantenuto il numero degli iscritti». E già questo è un ottimo risultato per una Istituzione musicale che, per qualità ed organizzazione, raccoglie sempre maggiori consensi a livello nazionale, ed oltre.
IL PASSATO
Dunque, da domani si cercherà di dimenticare il passato. E le melodie torneranno ad oltrepassare le finestre dell’Istituto. «E’ fuori discussione - prosegue il direttore Giraldi - che la musica ha subìto un grave colpo. Ma l’auspicio che sento di esprimere è di comprendere, fino in fondo, che ogni crisi porta con se’ i semi del cambiamento e che dobbiamo cercare opportunità nuove anche quando la strada è buia, perché, alla fine, una luce c’è sempre. La musica sta facendo, e farà, la sua parte». 
In questo panorama, a pagare il conto più salato è la «musica dal vivo».
«Ovviamente per l’Orchestra non metto nulla in cantiere. Sarebbe troppo rischioso. Ma per i piccoli gruppi, diciamo di 4-5 persone, si riprende (pur con le paratie in plastica)». 
E non è cosa da poco, se si pensa che, con l’apertura dell’Auditorium, il Conservatorio sta facendo un grande lavoro per avvicinare il territorio alla musica. 
L’ALTRA ISTITUZIONE
Situazione molto simile è quella che si vive all’Accademia di Belle Arti. «Veramente dal 12 aprile abbiamo ripreso gli esami in presenza; nei laboratori, invece, stiamo garantendo la distanza minima di 2 metri tra i ragazzi» spiega la direttrice Loredana Rea.
E anche qui gli arrivi potrebbero avere un contraccolpo. «Francamente, non avendo le pre-iscrizioni, non so dare un dato certo. Ma non mi meraviglierei se, dei 300 ragazzi cinesi, nostri iscritti, qualcuno lo dovessimo perdere» precisa la Direttrice.
Ma anche l’Accademia ha «retto» bene: è un triennio che le adesioni sono in continuo aumento e lo scorso anno (nonostante le restrizioni) si è sfondato il tetto degli 800 iscritti.
Con la piena ripresa delle attività in Conservatorio e Accademia, dunque, prende vigore la spinta culturale sul Territorio. Perchè anche la «cultura» è un formidabile strumento in grado di creare sviluppo. 

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