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Condannato a 4 anni per abusi su un minore, sentenza da rivedere

Condannato a 4 anni per abusi su un minore, sentenza da rivedere
di Marina Mingarelli
2 Minuti di Lettura
Giovedì 9 Giugno 2022, 10:18 - Ultimo aggiornamento: 10:24

Educatore quarantenne di Veroli condannato a quattro anni per violenza sessuale su un minore, colpo di scena in Cassazione: annullata la sentenza di condanna pronunciata dai giudici della Corte di Appello di Roma.
Gli atti adesso tornano di nuovo davanti ai magistrati d'Appello. L'imputato era stato condannato a quattro anni di carcere in tutti e due i gradi di giudizio per aver abusato sessualmente di un ragazzino che all'epoca dei fatti era poco più che 12enne. Ma davanti ai giudici della Cassazione l'avvocato difensore dell'imputato ha sostenuto che nel corso dell'incidente probatorio il ragazzino aveva riferito agli inquirenti di non aver mai avuto alcun contatto fisico con l'educatore quando si recava a lezione di musica nella sua abitazione. Un passaggio che secondo l'avvocato De Caprio è di fondamentale importanza in quanto in quel periodo la vittima non aveva 14 anni. Quello che può essere accaduto dopo alla legge non interessa se l'atto è consenziente.
«Poi diventa un fatto di etica, di morale - ha dichiarato il legale De Caprio- ma giuridicamente non esiste un illecito penale. Per questo motivo, credo i magistrati della Cassazione abbiano deciso di annullare la sentenza e rimandare gli atti in corte di Appello». La vicenda risale al 2015 quando la mamma della presunta vittima da tempo separata dal marito, per poter sbarcare il lunario era stata costretta a rimboccarsi le maniche ed a cercare un lavoro. Così per fare in modo che il figlio potesse essere seguito costantemente anche quando lei era assente, lo aveva iscritto ad un centro diurno di Veroli. E proprio in questo centro il minorenne aveva conosciuto l'imputato. Dalle informazioni raccolte dagli investigatori, tra i due si era instaurata una profonda amicizia. Il 40enne che sapeva della passione per la musica del ragazzino, lo aveva stimolato a seguire la sua passione. A tal proposito si era offerto anche di dare all'adolescente delle lezioni private, completamente gratuite, nella sua abitazione. Secondo gli elementi raccolti dalla procura, proprio in quella casa si sarebbe consumata la violenza. Ma tutto questo sarebbe stato smentito dal ragazzino in sede di incidente probatorio. La storia è venuta fuori perché era stata appurata del papà di uno dei frequentatori del centro che lavorava in questura e che aveva chiesto ai colleghi di avviare le indagini su questa vicenda. Ma anche per quanto riguarda questo aspetto l'avvocato De Caprio ha sostenuto che il suo assistito «aveva avuto a che dire con un parente e proprio questi aveva fatto girare questa voce per denigrarlo». La madre del ragazzino si è costituita parte civile tramite l'avvocato Monica Nassisi e La caramella buona Onlus rappresentata dalla dottoressa Annamaria Pilozzi.

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