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Ciro Ceccano colpito a morte da una lamiera mentre era al lavoro, la tragedia davanti al figlio

Ciro Ceccano colpito a morte da una lamiera mentre era al lavoro, la tragedia davanti al figlio
di Roberta Pugliesi
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 2 Febbraio 2022, 09:02 - Ultimo aggiornamento: 18:29

Ennesimo incidente sul lavoro: un operaio perde la vita dopo essere stato travolto da una lastra coibentata volata per il forte vento di ieri. È accaduto a Sora (Frosinone) intorno alle 8.30 nella ditta Sider Lazio di via Pietra Santa Maria che si occupa di recupero e smaltimento di materiali ferrosi. L'uomo, Ciro Ceccano di 57 anni originario della città volsca ma residente a Pescosolido, secondo le prime ricostruzioni è morto sul colpo. A terra una pozza di sangue, tra una lamiera alta un paio di metri e larga uno, posizionata fra vecchi torchi, pali di ferro e pneumatici. Una scena drammatica quella che si è presentata dinanzi agli occhi dei colleghi dell'operaio e dei titolari che hanno chiamato immediatamente i soccorsi. A nulla però sono valsi i tentativi dei sanitari di rianimare l'uomo. Sul posto, al momento della tragedia, vi era il figlio di Ceccano - anch'egli operaio della ditta - che alla vista del corpo del padre avrebbe accusato un malore.

Le indagini

 Nell'azienda sono arrivati immediatamente i carabinieri della compagnia di Sora, della stazione e del Nor con i rispettivi comandanti che hanno effettuato un accurato sopralluogo di tutta l'area ed avviato gli accertamenti in collaborazione con gli ispettori della Asl. Bisognerà, infatti, capire se sono ravvisabili eventuali responsabilità o negligenze. Da una prima sommaria ricostruzione parrebbe che le cause della tragedia siano da imputare al fortissimo vento che ha causato pesanti danni in tutta la città. Parte dell'azienda è stata comunque posta sotto sequestro.

L'uomo da circa 15 anni viveva con la moglie Silvana in località Colledardo di Pescosolido. La salma, recuperata dalle Onoranze Funebri Polsinelli, è a disposizione dell'Autorità giudiziaria per l'esame autoptico ed è stata trasportata al Santa Scolastica di Cassino. Dinanzi al cancello dell'azienda il silenzio era rotto solo dal rumore del forte vento che piegava i rami di un grosso pino, spostando di tutto, mastelli, buste, plastica. Sgomenti e addolorati i colleghi e quanti si trovavano lì per altri motivi. «Non ci sono parole, niente da dire. Era una persona unica, buono come il pane. Si è trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato. Non è possibile morire così, uscire da casa per andare a lavorare e non fare più rientro».

Le reazioni della politica e dei sindacati

«Una tragedia inaccettabile, causata probabilmente dal forte vento, che colpisce un'intera comunità. Alla famiglia di Ciro, va la mia vicinanza e le mie più sentite condoglianze», commenta Loreto Marcelli, capogruppo M5S alla Regione Lazio. «Il numero degli incidenti sul lavoro nel nostro Paese continua a crescere ogni giorno. Occorre rivolgere interventi urgenti di contrasto e promuovere azioni di prevenzione», dichiara l'assessore al Lavoro e Nuovi Diritti, Claudio Di Berardino.

«Bene che l'assessore Di Berardino, abbia convocato il Tavolo salute e sicurezza con tutte le parti sociali e le istituzioni competenti», commenta la consigliera regionale Sara Battisti.

Un'ennesima vita spezzata sul posto di lavoro. Ieri sono stati ben tre i lavoratori morti: «Gli ultimi dati Inail sono una fotografia impietosa, che certifica una situazione molto grave. Ogni giorno registriamo incidenti, con una media di tre decessi. L'incidenza media nazionale dei casi mortali sul lavoro, pari a 42,5 vittime ogni milione di occupati, fa capire come si tratti di una vera e propria strage che bisogna affrontare con maggiore determinazione rafforzando controlli e formazione. In tal senso, è necessaria la convocazione di un tavolo permanente per l'adozione di un Piano nazionale a tutela dei lavoratori», dichiarano in una nota Paolo Capone, segretario generale dell'UGL e Armando Valiani, segretario regionale UGL Lazio.
 

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