Schianto contro un cinghiale, mamma e figlio di 6 anni gravi in ospedale

Schianto contro un cinghiale, mamma e figlio di 6 anni gravi in ospedale
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Domenica 10 Ottobre 2021, 09:44 - Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre, 06:41

Ha cercato di evitarlo. Ha frenato, ma è stato inutile. L'ennesimo grave incidente dovuto ai cinghiali si è consumato ieri, verso le 10,30, lungo la strada Caragno, a Pofi. La donna che era alla guida di una Fiat 500 X con vicino il figlio di 6 anni, è andata fuori strada, ha urtato gli alberi del bosco che costeggia la strada ed è finita nella cunetta. Lei e il figlio sono stati ricoverati in ospedale in gravi condizioni. Pochi metri più avanti, il cinghiale che ha causato l'incidente, morto.

A descrivere la scena è una testimone oculare, Cristiana M. di Castro dei Volsci: «Ho visto il cinghiale uscire dal bosco ed attraversare la strada. La Fiat 500 che viaggiava verso Ceprano, ha frenato; ma l'impatto è stato violento, la donna che era alla guida ha perso il controllo dell'auto, mentre il cinghiale, ferito, ha continuato a correre per una ventina di metri. Poi si è accasciato».

La mamma trentenne e il figlio di 6 anni, entrambi di Castro dei Volsci (abitano in contrada Vallefratta) hanno riportato gravi fratture, mentre la macchina è inutilizzabile.
Poco dopo, sul posto, sono giunte due ambulanze del 118 ed i carabinieri che hanno eseguiti i rilievi di rito. «Ma sulla dinamica - ha detto il maresciallo - non ci sono dubbi».

«Sono tanti, ormai vanno in giro anche di giorno»

E così ecco che torna di attualità l'emergenza cinghiali. «L'aspetto più inquietante - osserva Giuseppe Francazi, dottore forestale esperto di gestione faunistica - è che i cinghiali cominciano ad uscire anche di giorno. In altre parole stanno cambiando le loro abitudini, perchè, fino ad ora, uscivano dai boschi o dai loro rifugi solo di notte. Evidentemente sono diventati così tanti che cominciano a dividersi il territorio. In pratica si scacciano tra di loro per proteggere la loro zona. Bisogni ricordare - aggiunge Francazi - che hanno una capacità di procreazione impressionante: 2 volte all'anno (a volte anche 3) con figliate di 6/7 cinghialotti che possono diventare anche 10/11 nel caso della razza ungherese, molto diffusa in Ciociaria».


«L'assessore regionale recentemente ha ipotizzato dei prelievi mirati, ma la verità è che ci sono frange di ambientalisti che sono contrari ad ogni forma di abbattimento. Senza pensare che così si sta alterando l'ecosistema in maniera preoccupante».

«La presenza di cinghialotti (del peso di 10-15 chili) favorisce la discesa a valle dei lupi che trovano così cibo facile per i loro cuccioli» precisa Francazi. Non a caso, l'altra notte, un branco di lupi è stato avvistato proprio tra Castro e Pastena. «Nelle città - prosegue Francazi - il problema è ancor più evidente perchè i cinghiali ormai si avvicinano ai cassonetti dei rifiuti con estrema disinvoltura».

I sindaci chiedono contromisure

In verità qualche sindaco (come a Cassino) ha ordinato delle battute di caccia «fuori stagione», ma gli effetti sono stati minimi.

«Anche io - osserva il sindaco di Pofi, Tommaso Ciccone - ho firmato, anni fa, una ordinanza in tal senso. Ma poi non l'ho più replicata perchè chi abita vicino ai boschi ha avuto paura. I pallettoni, si sa, raggiungono lunghe distanze, per cui (se non si presta attenzione) si rischia di fare ulteriori danni».

«A questo punto - osserva il sindaco Ciccone - lancio la proposta di una conferenza dei servizi in cui tutti gli enti interessati (Regione, Provincia, Comuni) magari con l'apporto della Prefettura, decidano, tutti assieme, la strada da intraprendere. I cittadini sono esasperati e noi siamo chiamati a dare risposte concrete».
 

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