Frosinone, aveva maglietta cinema America, aggredito e picchiato: «Erano di estrema destra»

Domenica 28 Luglio 2019
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Frosinone, aveva maglietta cinema America: aggredito e picchiato

Aveva la maglietta amaranto del cinema America e per questo è stato aggredito e picchiato. Dopo le aggressioni dello scorso giugno a Roma, torna la violenza contro chi 'osa' indossare in pubblico la maglietta del Cinema America. Stavolta però è accaduto a Frosinone, e vittima è Francesco, un ricercatore di 33 anni simpatizzante dell'associazione di giovani cinefili che da anni anima con le sue arene le piazze della Capitale. Ieri sera stava assistendo a un concerto di beneficenza nel capoluogo ciociaro, ma qualcuno, vedendo la maglietta amaranto, ha visto rosso. È stato prima aggredito, poi picchiato. La maglia gli è stata strappata, gli occhiali perduti. Immediata la solidarietà del Pd, con il governatore-segretario Nicola Zingaretti che, del clima sociale, accusa direttamente il vicepremier Matteo Salvini: «Smettiamola - afferma - con un ministro dell'Interno che diffonde l'odio. Vengano immediatamente arrestati gli aggressori. Sia garantita la sicurezza a tutti». Nicola Fratoianni (Sinistra italiana) ha postato una foto in cui indossa la maglietta: «Gli aggressori vigliacchi sono esponenti dell'estrema destra - afferma - Cosa aspettano governo e autorità a mettere fuori legge queste organizzazioni neofasciste?».

«È accaduto dopo le 22 - racconta oggi all'agenzia ANSA Francesco - Ho lasciato i miei amici per andare in bagno. In fila con me c'era un uomo sui 30. Non lo conoscevo e non aveva addosso simboli di estrema destra: un ragazzo 'normalè. Non ha parlato di politica». Ma il modus operandi «era lo stesso di Roma, e questo mi ha fatto pensare che potesse essere ricondotto a loro». Vicini alla Roma più nera, secondo gli inquirenti, sarebbero infatti i responsabili del pestaggio di Roma ai danni di quattro giovani, 'reì di indossare una maglia 'antifascistà; pochi giorni dopo qualcuno aveva anche aggredito l'ex fidanzata del leader dell'associazione Valerio Carocci. Ieri sera la nuova violenza. «Mi ha chiesto di levarmi la maglietta e di dargliela - riporta oggi Francesco - e io mi sono rifiutato. Mi sono allontanato per evitare che la provocazione degenerasse». Ma all'aggressore si avvicinano due amici, forse lui spiega loro cosa stava succedendo. I due si uniscono al primo. «Sono tornato al concerto, e qui è intervenuta la sicurezza - prosegue il racconto - Io cercavo solo di allontanarmi, pensavo che in presenza della folla avrebbero desistito». Ma «scoppia il parapiglia», racconta ancora il ricercatore, e qui il racconto è di attimi convulsi: forse i tre sono riusciti a sfuggire alla sicurezza, forse se ne sono aggiunti altri a spalleggiarli («c'erano anche due donne»). Sta di fatto che il primo aggressore, quello dei bagni, riesce ad agguantare Francesco, che si ritrova con la maglietta stracciata e gli occhiali perduti nel caos. La sicurezza, alla fine, «li porta fuori di forza». Francesco non sporge denuncia, né gli risulta che sul posto siano arrivate macchine delle forze dell'ordine: «Ho immaginato che fossero andati via, io volevo solo allontanarmi per non essere al centro dell'attenzione».

Chi era l'aggressore? Francesco (che è ciociaro ma vive a Roma da 15 anni) non lo sa, né lo conoscevano persone di Frosinone a cui lo ha chiesto, e non ne riesce a ricordare l'accento. «Ma per come la vedo io - conclude - non dovrebbe essere pericoloso indossare una maglietta».
 

Ultimo aggiornamento: 18:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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