Certosa di Trisulti, ultimatum del Ministero: l'associazione sovranista ha 10 giorni per fare i bagagli

Certosa di Trisulti, ultimatum del Ministero: l'associazione sovranista ha 10 giorni per fare i bagagli
di Andrea Tagliaferri
3 Minuti di Lettura

Giorni contati per la restituzione della Certosa di Trisulti al Ministero. Il Dignitatis Humanae Institute, concessionario del bene sfrattato dal Consiglio di Stato che ne ha annullato l'assegnazione, secondo una formale nota del Ministero dovrà lasciare l'abbazia entro il 15 maggio.

«Abbiamo ricevuto la richiesta - afferma il presidente dell'associazione sovranista Harnwell - ma stiamo ancora valutando il da farsi e l'eventuale ricorso in Cassazione».

Anche se l'eventuale ma assai remota possibilità di una prosecuzione del contenzioso appare solo una scusa per guadagnare tempo: nella giustizia amministrativa i ricorso in Cassazione è ammesso solo per sollevare questioni di giurisdizione del Consiglio di Stato. Fatto mai finora sollevato dagli avvocati della DHI.

«Stiamo valutando anche l'aspetto economico», aggiunge Harnwell, riferendosi al pagamento dei canoni dovuti al Ministero per l'ultimo anno e ai tributi locali spettanti al comune di Collepardo che, ad oggi, ancora non sono stati versati.

IL VESCOVO

Intanto va registrato lo sfogo del vescovo della Diocesi di Anagni-Alatri, monsignore Lorenzo Loppa che ha affidato ad una breve ma incisiva intervista social il chiarimento sulle ultime voci che lo vedono protagonista di un'azione nei confronti del Mibac per ottenere la gestione della chiesa interna a Trisulti.

«A nemmeno 24 ore da un'interlocuzione che ho avuto, sui giornali sono apparse notizie che hanno subito scatenato un fiume di polemiche - afferma il monsignore -. A noi non va di entrare in queste discussioni e non accampiamo di certo diritti sul bene. Avevamo solo in mente di riportare quantomeno alla sua funzione naturale la chiesa, magari prendendola in gestione come è già stato per il piccolo ma prezioso santuario Madonna delle Cese a Collepardo. Visto che ogni movimento scatena un vespaio - conclude Loppa- ci mettiamo da parte e lasciamo a chi di dovere le prossime mosse».

IL SINDACO

Ma cosa ne sarà della Certosa? Il sindaco di Collepardo ha fatto sapere di aver accolto il referente del Ministro Franceschini arrivato nel piccolo paesino ernico per una ricognizione del bene e per parlare della futura gestione.

LE ASSOCIAZIONI

E le associazioni che hanno portato avanti la battaglia contro la gestione della DHI? «Possiamo dire conclusa una prima fase - dichiara Daniela Bianchi - la rete associativa entra ora in una seconda fase quella cioè di un attivismo propositivo e rappresentativo. Nella corretta definizione dei ruoli che assegna al Ministero la responsabilità preminente, ma proponendoci come parte attiva per essere partner di processo. Stiamo ricevendo molte disponibilità in queste settimane- prosegue - c'è un gran fermento e la voglia di mettere a disposizione contributi ed esperienze che non possono che arricchire qualsiasi tipo di programma progettuale il Ministero vorrà mettere in campo. L'esperienza del Direttore Generale del Mibac in questo senso è una sicura garanzia. Quanto alle decisioni più strettamente locali, abbiamo letto dell'intervento del sindaco di Collepardo riguardo la riapertura della chiesa per la celebrazione delle Sante Messe, un'aspettativa sentita e auspicata da noi tutti ma anche in questo caso, nel solco di un nuovo corso che confidiamo essere autorevole e concreto, ci auguriamo che tutte le azioni intraprese siano parte di un quadro di insieme e non iniziative autonome».
 

Giovedì 6 Maggio 2021, 09:14 - Ultimo aggiornamento: 11:44
© RIPRODUZIONE RISERVATA