Ceccano, donna aggredita dal marito candidato al Consiglio comunale: scoppia la polemica

Mercoledì 16 Settembre 2020 di Marco Barzelli
Sul posto anche i carabinieri

È stato per ora archiviato come lite familiare, in mancanza di una denuncia, quanto accaduto l’altro ieri sera a Ceccano, in piazza Berardi, tra marito e moglie. Stando alle prime testimonianze e ricostruzioni, l’uomo avrebbe aggredito verso le 21.30 non solo la consorte ma anche quanti accorsi in difesa di quest’ultima. Sul posto anche carabinieri e sanitari del 118. Per donna prescritti 7 giorni di prognosi.

Quel che è ormai assodato, visto quanto emerso pubblicamente, è che lui sia un aspirante consigliere a sostegno della candidatura a sindaco Marco Corsi. Da qui, oltre all’unanime stigmatizzazione delle riprovevoli azioni attribuite all’ignoto candidato al Consiglio comunale, il dibattito social accesosi nella giornata di ieri tra i tre in corsa alle ormai prossime elezioni amministrative. «Dopo mesi in cui abbiamo subito battute sui nostri candidati, tutti con certificati penali specchiati - ha commentato Roberto Caligiore - questa è la dimostrazione di quanta attenzione abbiamo messo noi nella composizione delle liste, a differenza di altri».

A ruota, criticando il competitor a distanza, Emanuela Piroli: «Deprecabile che si strumentalizzi il fatto per motivi elettorali. Non c’è più rispetto per nulla. Ma cosa siamo diventati? Cosa c’è in gioco, se non si riesce a mettere da parte la propria ambizione neanche di fronte a questo?».

Poi le esternazioni del chiamato in causa Marco Corsi, che ha tra l’altro ringraziato la stessa Piroli «per la sua onestà intellettuale che l’ha spinta come tanti, incluso il sottoscritto ma purtroppo non tanti altri - ha detto a riguardo - a sperare esclusivamente che la giustizia faccia il suo corso e ad augurarsi che questa donna guarisca quanto prima dalle ferite fisiche e morali».

Così, inoltre, Corsi: «Io condanno senza “se” e senza “ma” qualsiasi forma di violenza. Caligiore e i suoi sostenitori, però, non si sono limitati a fare altrettanto e non hanno perso tempo in mattinata a mettere in moto la macchina del fango contro il sottoscritto». L’ex presidente del Consiglio, inoltre, ha fatto presente che «c’è una bella differenza tra la candidatura di una persona che si è già macchiata di violenza contro le donne, che ovviamente l’intera coalizione avrebbe rifiutato con sdegno in un millesimo di secondo, e la commissione di tale reato da parte di una persona a un mese dall’ufficializzazione della sua candidatura».

La Piroli, invece, è intervenuta pubblicando l’immagine di simboliche scarpette rosse in relazione a quello che ha definito «un terribile episodio di violenza familiare». Caligiore, all’inizio del suo post, l’ha invece caratterizzato come «un fatto non finito in tragedia solo per l’intervento di alcuni ragazzi che ringrazio pubblicamente».

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