Cassino, atti sessuali con minorenni:
latitante nella rete dei carabinieri

Cassino, atti sessuali con minorenni: latitante nella rete dei carabinieri
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Giovedì 27 Gennaio 2022, 10:45

Subito dopo la condanna a 8 di carcere per atti sessuali con minori ha fatto perdere le sue tracce. La sua latitanza è finita nelle scorse ore a Cassino, dov’è stato arrestato dai carabinieri. Si stratta di un 37enne, originario dell’hinterland napoletano, il quale si è rifugiato nella Città Martire con l’aiuto di una 30enne del posto, sua compagna, denunciata a piede libero per favoreggiamento personale. 

Lo stato di irreperibilità dell’uomo inizia subito dopo la condanna a 8 anni e 6 mesi, pronunciata lo scorso settembre. Per cui decide di trasferirsi nella Città Martire perché qui può contare sull’appoggio della ragazza. Inizia una vita apparentemente normale, ma ben presto i carabinieri - grazie anche a qualche vaga soffiata sulla presenza di un ricercato in Città - iniziano ad indagare. Le attività di osservazione si svolgono anche in abiti civili e in orario notturno. Accertamenti che sono andate avanti per diversi mesi al fine di poter accertare l'esatta posizione dell’abitazione dell’uomo, ma soprattutto capire se, effettivamente, in città era presente qualche latitante. Fugati i dubbi, gli uomini del capitano Giuseppe Scolaro avviano una formale attività d’indagine e individuano l’appartamento che, si scoprirà poi, era stato preso in locazione con generalità e documenti fornite da altre persone, la cui posizione è al vaglio. Nonostante tutte le manovre elusive messe in atto dal campano, compreso il camuffamento dei tratti somatici grazie all'utilizzo costante di copricapi e della mascherina anti-covid per le vie aeree, i carabinieri dopo diversi pedinamenti nelle scorse ore sono riusciti a bloccarlo, mentre era a bordo di un'auto guidata dalla compagna, nei pressi di un esercizio commerciale della zona, non molto distante dal Campus Universitario. L'uomo all'atto del fermo non ha tentato la fuga o opposto resistenza ai militari dell’Arma, seppur sprovvisto di documenti ha confermato immediatamente la propria identità ed apparso quasi sollevato del termine delle sua latitanza. Avrebbe palesato, invece, la sua preoccupazione nel poter dimostrare in sede giudiziaria la propria estraneità ai fatti contestati, che risalgono a circa 10 anni fa. I suoi legali, tuttavia, hanno già avanzato istanza di revisione dell’ordine di cattura. Ciò, però, non gli ha evitato, espletate le formalità di rito, di essere associato presso la casa circondariale di Roma Rebibbia. Ma le indagini non sono affatto chiuse, ora i carabinieri stanno vagliando la posizione di coloro i quali lo avrebbero aiutato nella sua latitanza, oltre alla compagna. In particolare sotto la lente c'è il comportamento di chi gli ha fornito i documenti per la locazione dell’appartamento in centro. 

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