Cassino, le fontane delle piazze restano a secco nella città dell'acqua

Rimaste sulla carta le promesse dei candidati di rimettere in sesto i monumenti

Cassino, le fontane delle piazze restano a secco nella città dell'acqua
di Domenico Tortolano
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Domenica 25 Settembre 2022, 08:02 - Ultimo aggiornamento: 16:05

Una città che poggia sull'acqua ma senza fontane, piccole, artistiche o monumentali funzionanti. Ossia senza i famosi zampilli alti e rinfrescanti. Accade a Cassino. Nel suo sottosuolo c'è uno dei bacini idrici più ricchi d'Europa, tanto che alimenta da 30 anni l'acquedotto campano che distribuisce acqua ad un centinaio di comuni partenopei. Vi sono solo due fontanelle al corso della repubblica, ed alcune sparse nelle altre vie e basta. In verità negli anni le varie amministrazioni hanno realizzato fontane monumentali ma hanno funzionato solo per breve tempo e poi chiuse per i danni che arrecavano. Risultato, che oggi sono in abbandono.

Negli anni i sindaci candidati ad amministrare il comune hanno promesso l'installazione di grandi fontane o il restauro di quelle esistenti nel segno della città sull'acqua. Ma niente è stato realizzato. Solo programmi. Ci sono in diverse piazze quattro fontane monumentali ma con i rubinetti chiusi. E funziona in città solamente una grande fontana. Ma non è del comune, è delle Ferrovie dello Stato. Si trova all'interno della stazione ferroviaria, di fronte al binario uno. Ora le ferrovie nel prossimo restauro della stazione hanno progettato il trasferimento dell'artistica fontana all'esterno in piazza Garibaldi. «Per essere più visibile alla città», hanno assicurato al sindaco Enzo Salera.

L'INSTALLAZIONE 

Questa fontana venne installata nel 1949 durante la ricostruzione della stazione. Ed è stata sempre funzionante. Il comune negli anni '50-60 nella nuova piazza Garibaldi installò una grande fontana con gli zampilli. Funzionò sempre, fin quando nel 2010 venne spostata nella vicina via Garigliano per far posto ad un parcheggio interrato. Un disastro, una piazza distrutta, senza parcheggi (quello costruito sotto terra è chiuso) e la fontana rimasta senza acqua.

Una seconda fontana di notevoli dimensioni venne realizzata durante il rifacimento di piazza Labriola di fronte al tribunale. Anche qui un disastro. La fontana fu chiusa dopo qualche anno perché allagava gli scantinati del palazzo di giustizia. Poi all'inizio del 2000 vennero realizzate due fontane, una in piazza XV Febbraio e l'altra in via Toti. Anche queste, forse costruite male, cominciarono a creare problemi con allagamenti continui nonostante le riparazioni. E quindi chiuse. Ed ora le fontane, soprattutto quella di via Toti, sono diventate il deposito di rifiuti. Ed anzi in via Toti ci va a dormire qualche barbone di passaggio.

Ed ora è in arrivo una nuova fontana artistica che sarà sistemata al centro della nuova piazza Diamare. Un'opera che si ricollegherà al rifacimento di un tratto di corso della repubblica e di piazza Labriola per dar luogo entro il prossimo anno all'isola pedonale permanente. Il progetto rientra nel programma di restauro del centro urbano di Cassino realizzato negli anni '50 dopo i danni bellici.

La fontana artistica sarà installata il prossimo 3 ottobre dalla ditta che ha in appalto i lavori. Costata 36 mila euro sarà a livello della nuova pavimentazione e da qui partiranno gli zampilli verso il cielo. E quindi si spera nella qualità idraulica delle tubazioni. Sarà alimentata dal riciclo della stessa acqua.
 

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