Caso Arduini, per la terza volta
la Procura chiede archiviazione
sulla commercialista scomparsa

Sabato 10 Novembre 2018 di Marina Mingarelli
La scomparsa di Marina Arduini è destinata a rimanere nell’elenco dei tanti casi insoluti. Il procuratore Giuseppe De Falco, titolare dell’inchiesta, ha notificato nei giorni scorsi all’avvocato Gennaro Gataleta, che rappresenta i familiari della commercialista sparita da casa il 19 febbraio del 2007, la richiesta di archiviazione. Adesso il legale avrà trenta giorni di tempo per visionare il fascicolo e se troverà elementi validi, potrà impugnare per la terza volta tale richiesta. L’avvocato Gadaleta è deciso a non abbassare la guardia e se ravviserà anche la più piccola lacuna nelle indagini sarà pronto a proseguire la sua battaglia legale. I familiari a distanza di dieci anni sperano ancora di poter risolvere questo giallo senza fine. Spetterà adesso al legale del foro di Roma portare sul tavolo del magistrati elementi che possano in qualche modo aprire altri scenari su questa misteriosa sparizione.

L’imprenditore di 50 anni di Boville Ernica, indicato come l’amante di Marina e unico indagato per l’ipotesi di reato di omicidio ed occultamento di cadavere, è riuscito a dimostrare che il giorno della scomparsa della trentanovenne le utenze telefoniche dei due avevano impegnato celle telefoniche diverse. Ciò stava dunque a significare che entrambi si trovavano in posti diversi. Un elemento fondamentale questo per tirarlo fuori dal caso. Unica cosa certa invece, è che il giorno della scomparsa della commercialista, la donna si trovava a Roma. La sua utenza telefonica infatti, aveva agganciato quella della zona Termini e Tuscolano. Ma perché Marina si trovava a Roma se uscendo di casa aveva detto alla famiglia che doveva recarsi in questura per andare a denunciare un furto avvenuto nel suo ufficio? Qualcuna l’aveva costretta a seguirlo contro la sua volontà? Domande alle quali purtroppo gli investigatori non sono riusciti ancora a dare delle risposte.

La sua vettura ricordiamo era stata ritrovata parcheggiata in una zona alla periferia di Roma. L’ultima cella telefonica sarebbe stata agganciata nel salernitano. Non è escluso che qualcuno, forse per depistare le indagini abbia trasportato il cellulare della commercialista in territorio campano. I familiari distrutti dal dolore chiedono almeno di poter piangere la loro adorata Marina su una tomba. La mamma della commercialista è morta gridando il nome della figlia. Quella figlia che uscendo dalla sua abitazione di viale Mazzini, ha fatto perdere le sue tracce. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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