Canoni non pagati per la Certosa di Trisulti? Per la Corte dei Conti è tutto regolare

Canoni non pagati per la Certosa di Trisulti? Per la Corte dei Conti è tutto regolare
di Andrea Tagliaferri
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Mercoledì 13 Gennaio 2021, 04:15 - Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio, 10:40

Ennesima battaglia legale vinta dall’Associazione sovranista che gestisce la Certosa di Trisulti.
Questa volta a dare ragione al Presidente Benjamin Harnwell, sono stati i giudici della sezione Giurisdizionale per il Lazio della Corte dei Conti sul procedimento legale avviato dal Procuratore regionale nel novembre del 2019.

Il motivo del contendere era l’ipotesi di un “danno erariale” conseguente al mancato versamento dei canoni concessori per gli anni 2018 e 2019 pari a 200 mila euro. L’associazione , che fa capo politicamente e culturalmente allo stratega americano Steve Bannon, si era opposta con memorie difensive a marzo dello scorso anno e la discussione degli atti era avvenuta nel novembre del 2020 in seduta pubblica dove i legali del DHI, Stajano, Villa e Grea, avevano contestato sia la competenza giurisdizionale della Corte dei Conti, sia il merito delle richieste del pagamento dei canoni.

In particolare Harnwell , tramite i suoi avvocati, ha sempre ribadito che, avendo ottenuto in consegna il bene nel gennaio del 2019, ovvero quasi un anno dopo la sottoscrizione della concessione con il Polo museale del Lazio, per l’anno 2018 non avrebbe dovuto pagare alcun canone in favore del Mibact. E proprio queste motivazioni hanno portato la Corte dei Conti a pronunciarsi a favore dell’associazione sovranista che, fino al 29 gennaio del 2019, non ha potuto prendere possesso e quindi sfruttare economicamente la Certosa in quanto ancora ufficialmente occupata dai monaci del Sacro Ordine dei Cistercensi di Casamari. 

Prima di pronunciarsi sul merito, tuttavia, i giudici contabili hanno respinto l’eccezione fatta dai legali del DHI sulla competenza della Corte su materie che coinvolgano i privati. I giudici contabili, infatti, hanno sottolineato che la Corte dei Conti ha piena legittimità anche su contratti che vedono coinvolti soggetti privati allorché stiamo svolgendo funzioni pubbliche, proprio come nel caso del Dignitatis Humanae Institute che gestisce un bene del Demanio culturale dello Stato in virtù di una regolare convenzione. 

Per quanto concerne il canone del 2019, infine, i giudici hanno dichiarato cessato il motivo del contendere in quanto l’associazione ha versato nei termini prescritti quanto dovuto, ovvero i centomila euro annui previsti dal contratto che, secondo l’interpretazione dei legali di parte, fatta propria anche dai giudici contabili, andrebbero versati entro il 15 aprile dell’anno successivo, come avvenuto.

Esulta il Presidente dell’ Istituto Dignitatis Humanae, Benjamin Harnwell, che commenta l’ennesima vittoria legale ottenuta in quasi tre anni contro il Ministero e le associazioni del territorio che da sempre si oppongono al progetto culturale del DHI.

«Grandi notizie per l’Accademia di Steve Bannon sulle vette ciociare- afferma- Oggi la Corte dei Conti ha assolto totalmente l’Istituto dalle accuse oltraggiose e politicamente connotate di non aver pagato correttamente il canone per la Certosa di Trisulti. E’ stato affermato senza alcun dubbio dalla Corte dei Conti- prosegue Benjamin Harnwell- che il canone 2018 non era dovuto e che la DHI ha assolto tutti i suoi obblighi convenzionali rispetto al pagamento dei corrispettivi dovuti. Il Ministero dei Beni Culturali mi voleva fuori semplicemente perché lavoro con orgoglio con Steve Bannon e sostengo Matteo Salvini, il DHI ha ora vinto ben sei decisioni legali su sei. Mentre i casi rimanenti si stanno avvicinando alla loro conclusione positiva, posso iniziare finalmente a riportare la mia attenzione sull’adempimento dei nostri obblighi concessionari a Trisulti e sulla conservazione di questa fantastica certosa affinché le generazioni future la possano godere».
 

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