Cadavere nel carrello,
sotto torchio
un tossico di Ceccano

Il luogo del ritrovamento del cadavere
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Martedì 26 Maggio 2020, 05:35 - Ultimo aggiornamento: 06:19

Omicidio di Marcello Pisa (52 anni di Vallecorsa): le indagini sono alla stretta finale. 
Secondo indiscrezioni, gli investigatori avrebbero degli elementi che potrebbero portare nel giro di poche ore a risvolti eclatanti sulla vicenda. Elementi che sarebbero scaturiti dai fotogrammi estrapolati dalla telecamere installate nella zona dove è stato ritrovato il cadavere riverso in carrello della spesa.
Dopo aver interrogato alcune persone residenti tra Vallecorsa, Frosinone e Ceccano,  il cerchio si è stretto intorno ad un tossicodipendente di 40 anni amico della vittima che abita proprio nel quartiere Di Vittorio, a Ceccano, dove giovedì scorso qualcuno, utilizzando un carrello della spesa, ha trasportato il corpo di Marcello Pisa nel piazzale adiacente il supermercato Conad. 
Secondo le informazioni raccolte l’uomo, che faceva uso di sostanze stupefacenti, sarebbe stato visto insieme alla vittima qualche giorno prima della tragedia. E, probabilmente, è stato l’ultimo a vederlo ancora in vita.
Ecco perchè è forte il sospetto di un suo coinvolgimento sulla morte del 52enne di Vallecorsa. 
E poi va considerato che quel carrello non avrebbe potuto fare molta strada. Il cadavere, infatti, anche se trasportato in piena notte (l’ora del decesso risale a 12 ore prima del ritrovamento del cadavere) non poteva passare inosservato se avesse fatto un lungo tragitto. E comunque la zona è trafficata, anche di notte, di giovani che si recano nei locali lì vicino. 
SI INDAGA PER OMICIDIO
Da qui l’ipotesi che l’assassino ( è bene ricordare che gli inquirenti stanno indagando per il reato di omicidio) abiti proprio nel popoloso quartiere Di Vittorio.
Ma c’è di più: gli investigatori avrebbero in mano alcuni nomi che potrebbero avere avuto il ruolo di complici in questa vicenda. Addirittura sembra che chi ha spostato il corpo , portandolo fino al piazzale adiacente il laboratorio «Radvision» abbia ricevuto dei soldi per il “lavoro” svolto. Si parla di 550 euro per allontanare quel cadavere ormai troppo ingombrante e pericoloso.
Bocche cucite da parte degli inquirenti sugli esiti di alcune indagini. Di certo c’è che la pista della tossicodipendenza non è stata mai abbandonata. Si scava in questo mondo proprio per accertare se Marcello Pisa, che viveva ai margini della società e che sovente non sapeva come fare per mettere insieme il pranzo con la cena, avesse dei debiti accumulati per aver acquistato dosi di sostanza stupefacente. 
I SOSPETTI
Gli investigatori che stanno lavorando su questa direzione, sospettano che il decesso possa essere avvenuto a seguito di un litigio con qualche creditore per un debito non saldato. Una discussione che è poi degenerata fino a sfociare nell’omicidio. 
Ovviamente si tratta di una delle piste privilegiate, ma non è stata nemmeno accantonata l’ipotesi di una morte per overdose. Marcello, cioè, quella notte potrebbe aver assunto una dose di eroina tagliata male ed essere stato colto da malore. A quel punto, chi si trovava insieme a lui al momento del decesso, preso dalla paura, potrebbe aver cercato di far sparire il cadavere portandolo (o facendolo portare) lontano dalla sua abitazione. E non avendo una vettura a disposizione in quel momento, su cui poter caricare il cadavere, potrebbe aver utilizzato il carrello della spesa per poter disfarsi del morto.
 

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