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Asl, il neo manager: «Offrire servizi sempre migliori» L'assessore D'Amato: «Frosinone sarà Dea di II livello»

Asl, il neo manager: «Offrire servizi sempre migliori» L'assessore D'Amato: «Frosinone sarà Dea di II livello»
di Stefano De Angelis
5 Minuti di Lettura
Giovedì 9 Giugno 2022, 10:59 - Ultimo aggiornamento: 16:31

Si è insediato da pochi giorni e intende lasciare il segno puntando sul continuo miglioramento della sanità in Ciociaria. Farlo nell'era post Covid e con a disposizione gli oltre 50 milioni di euro del Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza) è una sfida che raccoglie con passione, voglia di fare e con la consapevolezza che i prossimi saranno mesi cruciali per disegnare il futuro assetto di ospedali, presidi e, soprattutto, dell'assistenza ai cittadini.

Angelo Aliquò, 54 anni, nuovo manager dell'Asl di Frosinone, si è presentato ieri. È stato nominato con decreto del governatore Zingaretti. Originario di Palermo e con un recente passato ai vertici dell'azienda sanitaria di Ragusa, prima come commissario e poi come direttore generale, e con un trascorso da sindaco di Gratteri, comune della città metropolitana di Palermo, subentra alla guida degli uffici di via Fabi a Pierpaola D'Alessandro. Quest'ultima, dopo circa un anno e mezzo a Frosinone, ha assunto un altro prestigioso incarico nella Capitale, in Campidoglio. Ieri, alla presenza dell'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato, è stata anche l'occasione per il passaggio di testimone.

Aliquò ha già le idee chiare per far compiere altri passi alla sanità ciociara, dal potenziamento dei servizi alle linee guida per i Pronto soccorso per renderli meno congestionati. Si è messo subito al lavoro: come primo atto ha confermato i due direttori, sanitario (Simona Carli) e amministrativo (Eleonora Di Giulio), poi ha richiesto la documentazione dei progetti di case e ospedali di comunità. Ha anche iniziato la serie di incontri istituzionali, l'ultimo a Veroli. Non solo: ha anche avuto il primo impatto con i cittadini. Come? «Con due email di lamentele - ha spiegato -. Va bene così, noi siamo qui per risolvere eventuali problemi o disservizi. La sanità è fatta di uomini e di donne. Se da una parte è giusto parlare di ciò che funziona, dall'altra è altrettanto fondamentale farsi carico di tutto quello che può essere perfezionato».

Nella sua prima uscita pubblica, ha esordito così: «Ringrazio l'assessore D'Amato per la fiducia nei miei confronti. Ho accettato questo incarico con grande entusiasmo. Sono felice di salire su questo treno per proseguire il lavoro sulla strada della continuità. Il Lazio è un modello della sanità, che deve essere elastica e non rigida. Ho trovato un'Asl con tanti investimenti in cantiere, tra cui quello importante per la radiologia interventistica che farà salire il livello di qualità». Poi Aliquò ha aggiunto: «Il nostro obiettivo è quello di offrire servizi sempre migliori e di stare vicino ai cittadini. La sanità non va vista soltanto in chiave di assistenza, ma anche in un'ottica di cooperazione con i Comuni per quanto concerne la sostenibilità e la tutela ambientale. È anche questo un modo per fare prevenzione sul territorio. E mi fa piacere che nell'atto aziendale approvato di recente ci sia il doppio riferimento a salute e ambiente».

Aliquò («mi piace che si parli dandosi del tu») ha poi sottolineato l'intenzione di voler «conoscere tutti gli angoli e ogni pezzo della sanità» provinciale. Sul piano pratico, ha elencato alcune priorità. «Sono tante, troppe, penso al radicamento della telemedicina, al potenziamento della digitalizzazione, all'abbattimento delle liste d'attesa e all'ultimazione dei concorsi per le assunzioni».

Per rendere più fluidi i Pronto soccorso osserva: «Gli infermieri potrebbero trattare direttamente alcune tipologie di casi, senza l'intervento del medico». In sostanza ha ipotizzato una sorta di filtro per situazioni di lieve entità, non gravi. Qualche idea ci sarebbe già anche per un maggior coinvolgimento dei medici di base: «Incontrerò a breve i loro rappresentanti». Per Aliquò, dunque, che auspica un percorso all'insegna del «confronto» e della «condivisione», la sfida è iniziata.

Al suo fianco c'era l'assessore regionale D'Amato, che, tra l'altro, ha fornito garanzie sul salto di qualità dell'ospedale del capoluogo: «Frosinone avrà il Dea di II livello con tutti i macchinari e le attrezzature necessarie. Ci sono le condizioni per intravedere questo passaggio». Per l'assessore, insomma, se tutto andrà secondo i piani, compresa «l'applicazione dell'atto aziendale», il Dea superiore «sarà realtà tra la fine dell'anno e l'inizio del prossimo». Sulla nomina di Aliquò ha affermato che si è deciso di andare avanti nel nome della «stabilità e della continuità».

«L'azienda si sta trasformando sul piano dell'assistenza - ha dichiarato D'Amato -. La priorità è fare presto, correre, agire con velocità per realizzare tutti i progetti previsti con il Pnrr. Sono in corso le gare per la progettazione delle nuove strutture, case e ospedali di comunità, e per l'acquisto di nuove apparecchiature. Siamo pronti per l'era della sanità post Covid: bisogna crescere ancora nel settore della prevenzione, snellire le liste d'attesa, rafforzare la rete territoriale, dalla presa in carico dei pazienti all'assistenza domiciliare agli anziani. Insomma, conquistare sul campo la fiducia».

Per recuperare le prestazioni sospese durante il Covid, l'assessore ha annunciato che saranno anche «incrementate le prestazioni aggiuntive del personale sanitario». D'Amato ha poi evidenziato che tra le priorità c'è la «stabilizzazione del personale assunto per 18 mesi durante il Covid». E sulla girandola dei direttori generali che si sono succeduti a Frosinone (15 in 22 anni), a margine dell'incontro ha assicurato: «Aliquò resterà almeno tre anni».

D'Alessandro, infine, nel congedarsi ha commentato: «In questi mesi abbiamo svolto un grande lavoro di squadra. In Ciociaria lascio una sanità cresciuta, rafforzata e con tanti investimenti pianificati».
 

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