Ascensore rotto a Frosinone, scatta lo sconto per gli abbonamenti al trasporto urbano

Sabato 1 Maggio 2021
Panorama di Frosinone

L’inattività dell’ascensore inclinato (ancora fermo dopo l’ennesimo guasto) ha indotto la società che gestisce il trasporto urbano, la Cialone Tour, ad applicare un sensibile sconto sull’abbonamento che permette l’utilizzo di tutti gli automezzi del trasporto urbano. Dunque, l’abbonamento del mese di maggio passa da 35 a 25 euro.
Ovviamente chi lo ha già pagato a prezzo pieno, potrà recuperare le 10 euro di sconto sul prossimo abbonamento (quello di giugno).

 A tal proposito il Comune ricorda che «I 21 automezzi della flotta del Tpl sono tutti ecologici (euro 6), dotati di cabina cardioprotetta con defibrillatore, telecamere interne, pedana per accesso persone diversamente abili, geolocalizzazione e app dedicata che, in diretta, comunica all’utenza l’arrivo del mezzo, con i relativi orari di tutte le linee. Inoltre, la tabella dei percorsi dei mezzi è stata aggiornata in modo da poter coincidere con le partenze e gli arrivi dei treni che, con la fermata Tav, sostano a Frosinone. Sono sei, infatti, le navette inserite all’interno della programmazione delle corse, proprio in corrispondenza degli orari sia dei treni superveloci, sia dei regionali più frequentati».

Nel frattempo, con il passaggio in zona gialla e la conseguente libertà negli spostamenti, stanno risalendo anche i numeri dei viaggiatori. In particolare anche quelli che, attraverso il trasporto locale (da Ferentino e paesi limitrofi) raggiungono la Stazione di Frosinone in corrispondenza al passaggio dei treni dell’Alta Velocità. Al momento, ogni mattina, per il treno delle 7 (diretto al Nord) vengono accompagnati circa 25 viaggiatori. Considerando che ancora molti lavoratori sono in smart working, la previsione è che ben presto questo numero sia destinato a crescere.

Nel frattempo i tecnici stanno lavorando per riattivare l’ascensore inclinato. La previsione è che possa ripartire tra una settimana.

Inutile aggiungere che, fino ad oggi, è stata una gestione anti-economica, perché il ticket di 0,50 centesimi (con incassi di poche decine di euro al mese) neanche lontanamente va a coprire le spese di manutenzione che, con la frequenza delle rotture, si aggira attorno ai 10 mila/15 mila euro al mese.

E questa frequenza è al centro di una profonda riflessione all’interno della giunta comunale. Tra l’altro tutti i tecnici interpellati hanno indicato una sola soluzione: il “raddoppio della linea”.  In altre parole (esattamente come accade per le cabinovie sulla neve) mentre una cabina scende, la seconda deve salire. In questo modo - spiegano i tecnici - si alleggerisce enormemente lo stress meccanico, dovuto al trascinamento sui binari, che è la causa di tutte le rotture.

«Ovviamente - osserva il sindaco - la seconda cabina comporterebbe un costo di circa un milione e mezzo, che abbiamo chiesto al Ministero dei Trasporti». Nel frattempo, alcune grandi società di manutenzione, interpellate per la gestione dell’impianto, appena hanno visto la struttura e come è stata realizzata, hanno salutato rifiutando l’incarico. «Per noi - hanno detto - sarebbe una follia». 

Ultimo aggiornamento: 10:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA