Arbitri aggrediti, risse e cori razzisti:
l'altra faccia del calcio dilettanti
Oltre trenta episodi in Ciociaria

Arbitri aggrediti, risse e cori razzisti: l'altra faccia del calcio dilettanti Oltre trenta episodi in Ciociaria
di Pierfederico Pernarella
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Domenica 17 Febbraio 2019, 17:19
Quando va bene, volano solo minacce, offese e sputi. Spesso però le situazioni degenerano e se non sono bombe carta, come quella fatta scoppiare durante il match Alatri-Ferentino la scorsa settimana, vengono lanciati altri oggetti più o meno pericolosi: petardi, bottiglie, lattine di birra, sassi. Ogni tanto non ci sta nemmeno male un coro contro il giocatore di colore di turno.

Gli arbitri, nemmeno a dirlo, sono il bersaglio preferito. E così le contestazioni possono trasformarsi anche in una caccia all’uomo con il malcapitato costretto, nei casi più fortunati, a chiedere l’intervento della forza pubblica oppure, quando va male, a ricorrere alle cure del Pronto soccorso. E se il giudice di gara, per un miracolo, dovesse scampare alle ire domenicali, allora i giocatori o i tifosi possono rivedersela tra loro, soprattutto quando ci sono di mezzo storiche e rivalità.

BOLLETTINI DI GUERRA
Le cronache giornalistiche parlano soltanto dei casi più gravi, come il caso del dirigente sportivo ferito dallo scoppio di una bomba carta durante la partita Alatri-Ferentino, ma la violenza nel calcio dilettante va di scena ogni domenica. Non di rado le partite dei campionati Eccellenza, Promozione, Prima e Seconda Categoria, in provincia di Frosinone come altrove, si trasformano in campi di battaglia.

In alcune settimane i verdetti della giustizia sportiva sono dei bollettini di guerra dove capita di leggere cose così: «Mentre l’arbitro entrava nel proprio spogliatoio, veniva raggiunto da un facinoroso riconducibile alla società che, dopo aver preso la rincorsa lo colpiva con un calcio alla zona toracica ed a un gamba che lo faceva urtare contro la porta dello spogliatoio ed il muro».

LE SANZIONI NON BASTANO
Casi isolati, si dirà, che non possono screditare un mondo fatto di sano agonismo, passione e sacrifici, ma proprio per questo quei “casi isolati” non possono passare inosservati.
Nella stagione agonistica in corso alle squadre della provincia di Frosinone sono state elevate ammende per un totale di circa 10mila euro una trentina di episodi più o meno violenti che vanno dalle offese agli sputi o al lancio di oggetti, fino alle botte o ai tafferugli veri e propri. La multa più pesante, 3mila euro, è stata comminata al Cervaro 2014, ma è pendente un ricorso.

COLPITO CON UNA TESTATA
Almeno una decina i casi più gravi, nella metà dei quali un giocatore, un arbitro, un dirigente o persino un esponente delle forze dell’ordine è finito in ospedale.
Tra questi il caso del giocatore del Sora, Ivan Reali, colpito con una testata da un giocatore avversario e sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Sono stati tre i giocatori (due dello Sgurgola e uno del Monte San Giovanni Campano) squalificati per due anni perché hanno picchiato gli arbitri.
Una partita (Broccostella-Sandonatese) è stata sospesa per rissa. Tre i casi in cui gli arbitri sono stati costretti ad andare in ospedale. In un caso un giocatore, durante la partita, ha scavalcato la recinzione per darsele con i tifosi avversari.

GIOCATORI NERI NEL MIRINO
Infine, ciliegina sulla torta, nono mancano gli episodi di razzismo. Tre i club sanzionati per cori delle proprie tifoserie contro giocatori di colore: Roccasecca S. Tommaso, Ceccano e Arnara multati rispettivamente per 800, 600 e 500 euro.

Il problema dell’ordine pubblica nel calcio dilettane è tale che proprio ieri il sindaco di San Giovanni Incarico, dal momento che nel campo di calcio comunale che ospita le partite casalinghe dell’U.S. Arce ( Eccellenza) è sprovvisto di barriere divisorie, ha emanato un’ordinanza che vieta l’ingresso ai tifosi delle squadre ospiti. Non si possono correre rischi. E guai a meravigliarsi, in fondo si tratta soltanto di calcio.
 
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