Alessandro vola agli US Open, il coach frusinate che allena le promesse del tennis

Il trentenne da due anni fa parte del team del Piatti Tennis Center: ora è in America con la giocatrice slovena Ela Milic

Alessandro D'Itri ed Ela Milic
di Pierfederico Pernarella
5 Minuti di Lettura
Giovedì 1 Settembre 2022, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 13:23

In queste ore è in partenza dal Canada alla volta di New York. Destinazione Flushing Meadows, U.S. Open. Scusate se poco. Ne ha fatta di strada Alessandro D’Itri, 30 anni. Quando ne aveva 10 ha impugnato per caso una racchetta al Park Club di Frosinone. Poi il tennis è diventato il suo destino. Ora Alessandro è coach al “Piatti Tennis Center”, uno dei centri di allenamento più importanti in Europa per giovani che aspirano alla carriera professionistica. Da qui, per capirsi, è uscito Jannik Sinner. Quest’estate il giovane coach frusinate l’ha trascorsa in giro per il mondo. Tunisia, Wimbledon, Canada e ora New York.

Lorenzo Musetti, chi è il baby fenomeno del tennis italiano: dai sacrifici per allenarsi ai record giovanili

Sui campi di cemento più famosi al mondo giocherà, nei tornei giovanili dell’US Open, una delle sue allieve: Ela Milic, 16 anni, slovena, figlia dell’ex cestista Marko (con un passato anche sui parquet dell’Nba), nuova promessa del tennis europeo. Alessandro, per la verità, con i campioncini in erba ha già una certa dimestichezza. Ha seguito tra gli altri Lorenzo Carboni, 15 anni, numero uno italiano nella sua categoria, e un altro quindicenne, Manas Dhamne, indiano, tra i primi tre al mondo nella sua età. A Bordighera, dove si trova il quartiere generale del Piatti Center Tennis, Alessandro è arrivato due anni fa. Il centro conta 18 coach, compresi il fondatore Riccardo Piatti, quattro elite coaches e un videoanalista.

I PRIMI PASSI

Il rinascimento del tennis italiano, insieme ai nomi che si stanno facendo largo negli Slam, è fatto anche dalle storie misconosciute come quella di Alessandro. Ragazzi che partono dalla provincia a testa bassa per inseguire sogni e passioni tra sacrifici, il supporto della famiglia, le esperienze all’estero, la voglia di migliorarsi. 
Per tutti l’avventura inizia sempre con quel fatidico momento. Quando s’impugna per la prima volta una racchetta. Una scintilla. E per tanti non si può tornare più indietro. Ad Alessandro succede quasi per caso. Le prime lezioni al Park Club, storico circolo di Frosinone. Si capisce che ha stoffa. Come confermano i primi passi nell’agonismo con i tornei under 12 e 14. Poi arriva la possibilità di un salto di qualità, grazie ad un’associazione di genitori di tennisti promettenti e la collaborazione con l’Accademia del Tennis a Napoli.

Alessandro D'Itri durante il periodo agonistico

Berrettini: «Basta sfortuna, adesso vinco. I soldi guadagnati? Investo per il futuro. Questa vita non durerà per sempre»

L’impegno si fa serio. Allenamenti tutti i giorni. Tre a Sora, tre a Napoli. In mezzo i tornei. E ovviamente la scuola. Al liceo “Severi”. Vita dura per un adolescente, ma c’è la famiglia. Papà Franco. «Quel santo di mio padre mi ha scorrazzato per anni in lungo e largo, tra Frosinone, Napoli, Roma», ricorda Alessandro. L’agonismo gli riserva una certa fortuna, arriva in seconda categoria, ma Alessandro sa che il tennis può riservargli altro. 

L’ESPERIENZA SPAGNOLA

Si iscrive alla facoltà di Scienze Motorie. Il terzo anno di università lo trascorre a Madrid. «Un’esperienza che mi ha cambiato modo di vedere il tennis e più in generale la cultura sportiva che in Spagna ha la massima considerazione». Del tennis, poi, figuriamoci. È il 2014, il metodo spagnolo va per la maggiore. Nadal docet. Allenamenti basati su ripetizioni e quantità. Un altro mondo rispetto all’Italia dove l’insegnamento del tennis è basato sulla tecnica. «In Spagna ci si allena con una pallina sola e se non vuoi raccoglierla non devi sbagliare». Un insegnamento che vale non solo per imparare a mandare la palla dall’altra parte delle rete. Niente comfort zone, se si vuole andare avanti. 

Serena Williams si ritira: «Mai voluto scegliere tra tennis e famiglia ma a 41 anni qualcosa devo cedere». Gli Us Open l'ultimo torneo

Alessandro sa dove vuole arrivare. Nel 2018 diventa maestro federale e la prima esperienza la fa a Roma, all’Excel Sporting, dove è il responsabile del settore agonistico. Sarà il passo giusto che qualche anno dopo gli consentirà di approdare alla scuola di Riccardo Piatti. Il top nella formazione tennistica in Italia e non solo, grazie a metodi di allenamento all’avanguardia adottati in tempi non sospetti: tecnica, biomeccanica, studio attraverso le riprese video.

La strada è lunga, ma Alessandro ha le idee chiare: «Tornei internazionali e formazione per arrivare un giorno ad allenare professionisti tra i primi 100 al mondo». Intanto, però, calma e piedi ben piantati a terra. Bisogna giocare una pallina alla volta. In queste ore Alessandro sta atterrando all’aeroporto di New York per raggiungere Flushing Meadows: sui campi di cemento, dove da bambino vedeva giocare i suoi idoli in tv, ora cercherà di farsi valere una delle sue allieve più promettenti. Una palla alla volta. E i sogni pian piano diventano realtà

© RIPRODUZIONE RISERVATA