Accuse sul Matusa Il sindaco denuncia Pizzutelli

Mercoledì 11 Luglio 2018 di Aldo Simoni
Entra nel vivo l'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Adolfo Coletta sui lavori nell'ex stadio Matusa. Quello che sta per diventare il futuro Parco della città (l'inaugurazione è prevista per i primi di agosto) è ora al centro di un'indagine affidata ai carabinieri e alla polizia del Tribunale.
BLITZ ALL'ISPETTORATO
Dopo il blitz negli uffici Lavori Pubblici e Manutenzione del Comune, ieri la polizia giudiziaria è stata vista all'Ispettorato del Lavoro.
E a questo punto il quadro comincia a farsi più chiaro. Poichè 48 ore fa, in Comune, è stata chiesta la documentazione relativa all'appalto per la pavimentazione e la piantumazione del nuovo Parco (costo, poco meno di 400 mila euro) è facile pensare che ieri la Procura abbia voluto capire chi sono gli operai che, fisicamente, sono al lavoro nel cantiere del Matusa.
IL SOSPETTO
Il sospetto, infatti, è che alcuni degli operai utilizzati siano di altre ditte; diverse da quelle che effettivamente hanno vinto la gara.
Insomma, l'inchiesta si concentra essenzialmente su questa gara che (così come aveva ipotizzato l'opposizione consiliare) presenterebbe qualche anomalia.
Dal canto suo il responsabile dell'Ufficio tecnico del Comune, arch. Elio Noce, ha precisato: «Abbiamo convocato 18 ditte e abbiamo affidato i lavori al massimo ribasso dopo aver espletato una regolare gara». Il ribasso è stato di circa il 25%.
L'ESPOSTO
Ma la Procura indaga su ben altro. E per capire dove vuole arrivare, bisogna risalire ai primi di giugno quando il consigliere di opposizione Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune) inviò un esposto in Procura, allegando una ricca documentazione.
Dice Pizzutelli: «Le mie perplessità sono iniziate quando ho notato che la prima parte degli interventi è stata eseguita senza alcun bando di gara». E tra la documentazione presentata in Procura ci sono le delibere con cui si dà incarico a due professoresse dell'Accademia di Belle Arti, di redigere la sistemazione del nuovo parco cittadino. «Sono due architetti - prosegue Pizzutelli - una di Roma e una di Padova, che hanno brillanti curricula nel campo del design, ma non mi sembra in campo urbanistico...»
«Ecco - prosegue Pizzutelli - già da lì le cose non mi quadravano: ho notato che lo scorso anno si sono dati incarichi per 39 mila euro a luglio e, cinque mesi dopo, a dicembre, per altri 13 mila. Eppure la legge sugli appalti dice chiaramente che, per importi superiori ai 40 mila euro, va espletata una gara. Non vorrei che, con questi spezzettamenti, si sia voluta aggirare proprio la legge sugli appalti».
UN LAVORO DI SQUADRA
Secondo il Comune, invece, le due professoresse hanno coordinato un grande lavoro di squadra che ha coinvolto anche vari assistenti dell'Accademia e studenti che hanno eseguito indagini di mercato e hanno interrogato i frusinati sul parco che avrebbero voluto... Insomma, si è coinvolta gran parte dell'Accademia (come si fa in molte città italiane) per un grande lavoro «di gruppo». E poichè, tecnicamente, non si poteva conferire l'incarico all'Accademia (come Istituzione) lo si è dato a due architette.
Ma secondo l'opposizione consiliare l'impostazione è sbagliata: il tetto dei 40 mila euro è riferito all'appalto. E, trattandosi dello stesso oggetto, è stato di gran lunga superato questo tetto. «Poi, se l'incarico lo distribuisci tra tante persone non conta. Altrimenti sarebbe troppo facile aggirare la norma...»
LA RICERCA DI MERCATO
Non solo, ma la Procura potrebbe contestare all'amministrazione comunale anche la «mancata ricerca di mercato». In altre parole: va bene la scelta di chiamare due professoresse-professioniste (due architette, una di Roma e una di Padova), ma un minimo di ricerca di mercato (con i relativi costi) andava comunque fatta.
LA REPLICA
L'amministrazione comunale, dal canto suo, si dice totalmente tranquilla del suo operato. E considera l'iniziativa di Pizzutelli come «l'ennesimo tentativo di impedire la realizzazione del più grande Parco della città».
E, nella convinzione di aver agito correttamente, ieri pomeriggio sono state presentate ai carabinieri due distinte querele, per reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa, da parte del sindaco, Nicola Ottaviani, e dell'assessore Fabio Tagliaferri, nei confronti del consigliere comunale Stefano Pizzutelli.
«Gli atti di denuncia-querela - spiegano dal Comune - sono stati provocati dalla dichiarazione rilasciata dal consigliere Stefano Pizzutelli, con la quale quest'ultimo sosteneva di aver presentato l'esposto alla autorità giudiziaria, sui lavori al parco del Matusa, a seguito di una fantasiosa asserzione di un assessore comunale, che avrebbe sostenuto la non necessità di espletare alcuna gara, per procedere nella veloce trasformazione dell'area verde del parco Matusa».
IL CONTENUTO DEGLI ATTI
«Alle interrogazioni è giusto rispondere in consiglio comunale con le risposte amministrative - ha dichiarato il sindaco Ottaviani - agli esposti e alle diffamazioni è necessario rispondere con le querele-denunce. Quando poi avremo la possibilità di leggere anche il contenuto degli atti indirizzati all'autorità giudiziaria, se dovessimo rinvenire ulteriori ipotesi di reato nelle comunicazioni all'autorità giudiziaria di reato da parte del Pizzutelli, non esiteremo a procedere anche per il delitto di calunnia».
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