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Pizzicato a 140 all'ora dall'autovelox sulla superstrada Ferentino-Sora, ma gli annullano la multa

Il giudice di pace di Frosinone: verbale illegittimo se non contiene la prova delle verifiche sul funzionamento dell'apparecchio

Pizzicato a 140 all'ora dall'autovelox sulla superstrada Ferentino-Sora, ma gli annullano la multa
di Pierfederico Pernarella
3 Minuti di Lettura
Venerdì 29 Aprile 2022, 07:07 - Ultimo aggiornamento: 3 Maggio, 09:00

Immortalato dall'autovelox a 140 chilometri all'ora sulla superstrada Ferentino-Sora, ma gli annullano la multa perché nel verbale non c'era la prova provata del corretto funzionamento del rilevatore di velocità.

Lo ha stabilito il giudice di pace di Frosinone che nei giorni scorsi ha accolto il ricorso di un automobilista contro l'ordinanza di ingiunzione al pagamento della Prefettura. A quest'ultima, tramite l'avvocato Roberto Iacovacci, si era rivolto in prima battuta il trasgressore sanzionato. Nell'agosto del 2021, sulla superstrada Ferentino-Sora, l'autovelox gestito dal Comune di Monte San Giovanni Campano lo aveva sorpreso a percorrere la superstrada a d una velocità di circa 140 chilometri all'ora, quando il limite in quel tratto della Fererentino-Sora è di 90 chilometri all'ora.

Pur trovandosi in torto marcio, avendo superato il limite di velocità per ben 50 chilometri orari, l'avvocato Iacovacci, legale del trasgressore, aveva obiettato che nel verbale non fossero indicate informazioni dettagliate delle verifiche periodiche svolte sul corretto funzionamento dell'autovelox: la taratura (i test sul sistema di rilevazione della velocità) che deve essere fatta ogni anno mediante società terze accreditate al Ministero dei Trasporti e altre prove che invece sono previste ogni 20 multe a cura degli stessi agenti della polizia locale. La Prefettura aveva però respinto il ricorso rispondendo che il verbale, essendo un atto pubblico, aveva di per sé una valenza probatoria e quindi non c'era bisogno di provare che fossero stati eseguiti i controlli previsti dalla legge.

Il multato quindi si è rivolto al giudice di pace del capoluogo secondo il quale, invece, la Prefettura avrebbe dovuto produrre il certificato di taratura. Questo perché, secondo una pronuncia della Cassazione, l'onere della «prova del corretto funzionamento dell'apparecchio è a carico dell'amministrazione» e il verbale in sé non costituisce una «piena prova». Quindi secondo la Suprema Corte non basta riportare genericamente che l'autovelox sia omologato, revisionato e si sia accertato che funzioni correttamente, ma bisogna fornire tutte le informazioni affinché chi viene multato possa verificare concretamente che quelle informazioni rispondano al vero. Ecco perché il giudice di pace ha accolto il ricorso e annullato l'ingiunzione di pagamento della Prefettura.

 

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