Renzo Arbore: «Lucio Battisti mi disse che cantava peggio di Mogol»

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Albert Camus ha scritto da qualche parte che soltanto la musica è all’altezza del mare. E forse proprio i colori, l’armonia e l’imprevedibilità del mare hanno influenzato le sfumature del modo di fare musica e televisione di Renzo Arbore. Cantautore, disc jockey, conduttore radiofonico e televisivo, clarinettista, fondatore dell’Orchestra italiana, presidente di Umbria Jazz, sceneggiatore, regista, compositore, attore, Arbore ha rivoluzionato le strutture e il ritmo dello spettacolo italiano mescolando generi, scoprendo e lanciando personaggi, inventando nuovi linguaggi. Fu il primo a mettersi i jeans a Foggia, sua città natale; fu il primo assieme a Gianni Boncompagni a passare per radio i brani dei Beatles etichettati dalla Rai come gruppo vocale strumentale con difetti di intonazione; fu il primo conduttore di talk show nella storia della televisione italiana; fu lui a convincere Lucio Battisti che la sua voce, in fin dei conti, non era poi così male. 

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