L'amica geniale, per Lila e Lenù "il sogno da attrici"

Tutte e quattro hanno letto il libro di Elena Ferrante, le più piccoline con dedizione, le più grandicelle con consapevolezza, ma tutte loro hanno capito una cosa, di essere «fortunate a poter studiare», giovanissime donne «libere di andare a scuola». Ma queste piccole guerriere hanno anche un sogno comune nel cassetto: «È la prima volta che siamo state su un set, ma ci siamo impegnate, appassionate, abbiamo seguito i consigli del regista, le lezioni del coach per parlare il napoletano stretto, e ci piacerebbe in futuro continuare a fare le attrici». Magnetiche, magiche, tenere. Diverse, e uniche nella bellezza senza fronzoli, immediate e intelligentissime. Due bionde e due more, poche manciate di anni a dividerle. Sono le quattro attrici scelte dal regista Saverio Costanzo per interpretare le protagoniste de L' amica geniale, serie evento tratta dal bestseller di Elena Ferrante: sono Elisa del Genio e Ludovica Nasti nei panni di Elena e Lila da bambine, mentre per interpretare le due amiche adolescenti sono state prese Margherita Mazzucco e Gaia Girace.

Il libro solo in Italia ha venduto più di un milione e mezzo di copie, è stato venduto in 40 paesi ed è diventato un caso editoriale anche grazie al mistero che per anni ha circondato l'identità dell'autrice. Il 27 novembre finalmente va in onda in prima visione in su Rai1 in prima serata su Rai Play e in contemporanea su Timvision in formato 4K, 8 puntate per un totale di quattro prime serate. Una maxi produzione tv prodotta da Lorenzo Mieli e da Marco Gianani per Wildside e da Domenico Procacci per Fandango, in collaborazione con Rai Fiction, HBO Entertainment e TimVision. La presentazione alla Mostra del Cinema di Venezia e in America, dove il primo episodio è stato trasmesso in anteprima il 18 novembre, hanno già decretato il successo della trasposizione televisiva della storia: la prima puntata, trasmessa in italiano/napoletano sottotitolato in inglese, ha conquistato 242 mila spettatori. La miniserie, come già il libro, è il racconto dell'amicizia tra due donne, Elena e Lila, dall'infanzia all'età adulta. Le due amiche della Napoli anni Cinquanta, cresciute in un rione a colpi di violenza, rancori e ripicche che, in modo diversissimo - talvolta conflittuale e talvolta complementare - offrono due visioni della femminilità. Per il regista l'incontro con le quattro giovani interpreti (tutte esordienti come chiesto da Elena Ferrante) è stato come «una sorta di rivelazione». Il racconto copre oltre sessant'anni di vita - delle due ragazze ma anche dell'Italia intera - portando in scena 150 attori e 5mila comparse riunite attorno alle vere protagoniste. Le piccoline parlano di quanto si siano appassionate a vedere allestire un intero quartiere sul set, dei costumi, delle prove. Poi il colpo di scena: alla domanda «ma voi che idea vi siete fatta della misteriosa Elena Ferrante e sulla sua identità?», spiazza la replica della piccola Elisa del Genio (Elena).

«Io in verità un'idea me la sono fatta». In che senso? Saverio Costanzo ha detto chi è solo a te? Ci stai regalando lo scoop? (gomitata dalla collega più grande ndr.). Quindi precisa: «Veramente è una mia idea personale. A nessuno di noi è stato svelato niente neanche Saverio lo sa!». Sul suo personaggio aggiunge: «Mi ritrovo molto in Elena, nel suo carattere: sembra debole ma dentro ha una grande forza». Ludovica Nasti: «Quest'esperienza mi ha dato molto, mi ha fatto capire che fare l'attrice è il mio sogno. Ma soprattutto mi ha dato molte emozioni, scoprire il set e lavorare con Saverio». Margherita Mazzucco: «Non mi sono identificata da subito con Elena, ci ho messo del tempo. Poi ho capito che siamo più simili di quanto pensassi. Quando ho iniziato non sapevo nulla di cinema ed è stata una grande esperienza». Nel terzo episodio presentato oggi in anteprima mondiale a Viale Mazzini, 'La metamorfosì, la serie compie un salto. Ci sono sempre Lenù e Lila, ma sono cresciute, sono diventate adolescenti di 13/14 anni. «Gli otto episodi - spiega Costanzo - vogliono essere parte di un unico racconto, eppure la divisione tematica li differenzia per forma filmica e struttura narrativa, ispirandosi ogni volta ai mutamenti del corpo e agli stati d'animo delle protagoniste. L'immagine, la messa in scena, i colori della serie evolvono così e si modificano con l'avanzare della Storia».

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Termini, la brutta cartolina della fila chilometrica per i taxi

di Mauro Evangelisti