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Albano, volontari portano viveri in Ucraina e trasportano donne e bambini in Italia - Foto Luciano Sciurba

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Albano. L'associazione di volontariato "Chiara per i bambini nel mondo Odv ", con alcuni volontari a bordo di un pulmino, ha intrapreso l'altro ieri un viaggio della speranza, dai Castelli Romani al confine con l'Ucraina in guerra per portare viveri e sostegno alle popolazioni del posto. 

«Si dice, dalle parti nostre a Roma e provincia “ce vole più a dillo che fallo"» ha dichiarato il presidente della Odv Luciano Biazzetti, non nuovo a queste azioni umanitarie e così fra due chiacchiere tra volontari qualche sera fa, uno dei nostri dice: «Perché non andiamo a portare un aiuto umanitario verso il popolo ucraino? Non ci abbiamo pensato su troppo e così, dopo solo un giorno per preparare il pulmino dell'associazione, con una revisione completa per affrontare 5.000 km tra andata e ritorno, annunciare il viaggio sui social per la raccolta necessaria dei beni da portare, e siamo partiti. E devo dire che in poche ore siamo stati sommersi da tutto quello che era stato stilato nelle nostre richieste. Tra cui medicinali, cibo di prima necessità, medicine che le stesse farmacie indicavano quali necessari, tanti alimenti a lunga conservazione di qualsiasi genere, in particolare per bimbi e tante  cose per l'igiene personale, ecco la decisione più giusta  presa senza se e senza ma, abbiamo pensato». 

L’indomani, solo un giorno dopo l'annuncio della missione, dopo aver selezionato, scatolato, etichettato e caricato il tutto sul pulmino, alle 15:45 i volontari di Albano e altri comuni dei Castelli Romani e di Ardea, accendono il motore e si parte la metà è l’Ucraina. «Anche senza indicazioni precise, ha detto uno dei volontari, la strada più giusta si è trovata durante il viaggio, raccogliendo notizie qua e là e, con la neve che ci ha accompagnato per un bel tratto e il gran freddo che neanche il riscaldamento del pulmino riusciva a stemperare. Abbiamo attraversato l'Austria e poi giù, percorrendo tutta la Polonia, verso il punto stabilito di arrivo. Che era Medyka, il paese a confine tra la Polonia e l'Ucraina dove è stato organizzato un punto di accoglienza per chi fugge dalla guerra ed è in attesa di essere trasferito in posti più sicuri ed accoglienti. Assieme al personale del posto abbiamo scaricato tutti i gli scatoloni e con un connazionale addetto alla sicurezza ci ha fornito notizie e riferimenti per eventuali possibili prossimi viaggi. Con la consegna finisce il primo obiettivo degli aiuti umanitari diretti ma pensavamo già al secondo: riportare tutti quelli che potevamo in Italia. La scelta non era facile, continuano il loro racconto i volontari. C'erano diverse centinaia di persone che richiedevano questo “passaggio di speranza”, è stata indicata la priorità a donne con bambini e soprattutto a chi aveva riferimenti in Italia; ci vengono affidate tre giovani donne, di cui una in evidente stato di gravidanza, un ragazzo dello stesso nucleo e due bimbi di cui uno neonato. Si riparte pieni con questo carico di umanità e di speranza, direzione Italia, prima tappa a Modena dove i cittadini ucraini hanno potuto abbracciare i loro familiari che li attendevano, mamme, nonni, sorelle. Occhi è sguardi pieni di riconoscenza, di lacrime e sorrisi misti di tristezza e gioia e non finivano mai di ringraziarci, una esperienza indimentabile. Il ringraziamento era nei loro occhi, trasmettevano la speranza conquistata e il giusto riconoscimento per la nostra azione di cui non ci pentiremo mai, nonostante i rischi passati». 

Anche il comitato Uniti per la salvaguardia del territorio di Albano e Ardea ha contribuito a raccogliere cibo e materiale utile da inviare in Ucraina. «Ed ancora oggi si possono portare generi di prima necessità, dice il volontario locale dell'associazione umanitaria Gianni Pulcini, presso il centro raccolta organizzato su via Ardeatina al km 24 nei locali della trattoria Dar Pagnotta in qualsiasi orario mattina,  pomeriggio e sera».

Foto Luciano Sciurba