Diabolik, nel regno della banda della Marranella spunta il graffito non autorizzato

Un graffito, in pieno stile Gomorra, raffigurante Fabrizio Diabolik Piscitelli, capo ultrà della Lazio ucciso a 54 anni al Parco degli Acquedotti il 7 agosto scorso, è apparso giovedì su un palazzo in via Pietro Rovetti, case popolari di Torpignattara. Il Diablo, occhiali da sole, sorridente, con la sciarpa degli Irriducibili, è stato disegnato nottetempo con bombolette spray da un non meglio identificato amico di famiglia. E, soprattutto, senza alcuna autorizzazione del Comune.

L'omaggio-sfida al capo dei tifosi, indagato in passato per narcotraffico, è apparso nel cuore di quello che era (ed è) territorio della cosiddetta banda della Marranella, un mix di ex rapinatori e narcotrafficanti, in affari nel giro delle estorsioni e delle slot: Salvatore Sibio, 76 anni, detto Er Tartaruga, uno dei principali esponenti della banda durante gli anni più violenti del sodalizio, è stato arrestato lo scorso anno sul litorale, perché accusato di avere rimesso in piedi il business di droga ed estorsioni tra Ostia e Acilia.

Proprio il suo nome compare in più intercettazioni accanto a quello del Diablo. Entrambi, secondo gli inquirenti, sarebbero stati contigui a Michele Senese, detto O pazz, ora in carcere, con legami anche sul litorale. Elementi che possono tornare utili per capire come si stanno riposizionando i clan della mala nella Capitale.

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