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Sabrina Ferilli rinuncia al monologo sanremese e abbraccia il figlio di Amadeus: «È lui che ha suggerito al padre il mio nome»

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Ad affiancare Amadeus, nell'anno delle attrici, arriva Sabrina Ferilli, talento, simpatia, intelligenza, uno dei volti più amati del nostro cinema.

Non un discorso sulla famiglia e nemmeno uno sul riscaldamento globale, o sulla body positvity. Dopo tanti interventi impegnati di chi l'ha preceduta, Sabrina Ferilli porta sul palco dell'Ariston un «non monologo», perché «bisogna parlare delle cose su cui si è competenti» e sui «temi importanti lasciare parlare chi si sporca le mani per cercare soluzioni veramente a quei problemi». L'attrice spiega dunque che lei lascia parlare la sua «storia» e conclude citando Calvino: «Non è che dico questo perché non so cosa succede nel mondo. È che semplicemente ho scelto questa strada della leggerezza perchè, come diceva Calvino, in tempi così pesanti bisogna planare sulle cose dall'alto e non avere macigni sul cuore. Perché la leggerezza non è superficialità», dice l'attrice che prima di lasciare il palco ingaggia un siparietto con il figlio di Amadeus, José, seduto in prima fila: «È lui il vero deus ex machina del festival, è lui che ha suggerito al padre il mio nome», dice raggiungendolo per un abbraccio e una foto.