La fake news: Google e Facebook ascoltano le nostre telefonate

Martedì 14 Maggio 2019 di Francesco Malfetano
«Ero al telefono con un amico e parlavo di voler comprare delle nuove scarpe. Di colpo il mio Facebook era una specie di vetrina di Footlocker». A chi non è mai capitato? Chi non ha mai avuto la sensazione che qualcuno ascoltasse le nostre telefonate per poi targetizzarci e propinarci un marketing molto invasivo? Tutti, semplicemente perché è uno dei timori più diffusi del nuovo millennio. Nonostante tale convinzione però, le big Tech, i colossi della tecnologia e delle comunicazioni digitali, non ascoltano le nostre telefonate. A garantirlo è Tristan Harris, co-fondatore del Center for Human Technology ed ex responsabile dell’etica dei prodotti Google, in un suo discorso alla Milken Institute Global Conference di Los Angeles.
Vi sembra impossibile? Eppure è così. Con la quantità di dati di cui dispongono i fornitori di servizi online, non hanno affatto bisogno di ascoltare quello che diciamo perché sanno già abbastanza di noi. «Lo so per certo - ha spiegato Harris - i dati forensi lo mostrano, e il Facebook VP della pubblicità lo conferma: i microfoni non vengono ascoltati». Bastano già i nostri click con il mouse, il soffermarsi nella lettura di un articolo oppure in un punto preciso di una pagina, le immagini che guardiamo e i profili che controlliamo per creare un nostro alter ego digitale. «Una bambola vodoo» come la definisce arrise, che «si comporta sempre di più come l’utente reale» senza bisogno di ascoltarne le telefonate. 
 
  Ultimo aggiornamento: 16 Maggio, 13:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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