Sara Cunial, la deputata No vax respinta anche al seggio speciale perché senza pass. E lei esplode: «Querelo Fico»

La deputata ex M5s ha tentato invano di entrare per votare al seggio drive in ma non le è stato concesso

Sara Cunial, la deputata No vax bloccata all'ingresso della Camera: non può votare perché senza Green pass
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Lunedì 24 Gennaio 2022, 16:43 - Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio, 00:33

Sara Cunial non può votare. La deputata ex M5s ora del gruppo Misto, è stata fermata dagli assistenti parlamentari all'ingresso di via della Missione, la strada adiacente a Montecitorio. Il motivo? Il mancato possesso del Green pass base, indispensabile per accedere al palazzo. Ha provato invano di ottenere il permesso di votare per il presidente della Repubblica nel seggio speciale per elettori positivi o in quarantena, ma in quanto No vax non può accedere a Montecitorio. Cunial si è presentata all'ingresso di via della Missione, dove il personale della Camera le ha gia detto che non può: non può farlo in Aula, per i divieti vigenti, contro cui settimane fa ha perso il ricorso, e neanche al seggio drive in è solo per chi si trova in isolamento certificato. Cunial è accompagnata dall'avvocato Edoardo Polacco. «È un problema politico non sanitario - ha protestato Davide Barillari consigliere regionale del Lazio, già accanto a Cunial in altre iniziative di protesta -. Un parlamentare non può votare, una persona sana non può votare Alle prossime elezioni gli italiani non voteranno senza green pass, questa è la prova. Lei deve contagiarsi per entrare... Credo solo lei sia in queste condizioni».

Sara Cunial No vax, respinto il ricorso. «Alla Camera si entra solo con il Green pass»

Cunial: «Pronti a querelare Fico e invalidare l'elezione»

«Siamo pronti querelare Fico e a invalidare tutta l'elezione», ha minacciato Sara Cunial, che annuncia di «aver chiamato i carabinieri» dopo essere stata fermata all'ingresso del seggio drive in allestito per gli elettori positivi o in quarantena per le votazioni per il Quirinale. Per entrare in Aula alla Camera serve almeno green pass base ottenuto con il tampone ma per Cunial è «una discriminazione». «Così si subordina un diritto costituzionale al green pass, che è un documento burocratico amministrativo e non può essre usato per subordinare un diritto costituzionale», ha protestato la deputata: «Querelemo chi ci ha negato l'accesso e il presidente della Camera Fico - ha aggiunto -. Siamo in presenza di abuso. Non è più concesso a un parlamentare di entrare alla Camera e dare il voto per il presidente della Repubblica. Per tutti, chi è sano, chi ha il green pass, chi è positivo, è possibile farlo, tutti tranne la sottoscritta. È una norma ad personam. Oggi capita a un parlamentare in futuro a qualsiasi cittadino». Cunial ha spiegato di aver chiamato i carabinieri. «Faranno un verbale, qualcuno dovrà firmare e si assumerà la responsabilità - ha detto-. Tremano perché siamo pronti domani a invalidare tutta l'elezione».

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«Sono sana, votare è un mio diritto»

«Sono sana e chiedo di poter votare il Presidente come è mio diritto costituzionale fare, non vedo perché non possa votare come i malati di Covid sia vaccinati che non», aveva spiegato in mattinata fuori da Montecitorio. «Non far votare un cittadino prima ed un parlamentare poi perché sano è un affronto alla democrazia, alla legge e alle istituzioni», continua Cunial. «Possono votare i malati, possono votare i positivi, possono votare i vaccinati, purché piegati al regime e alle sue insensate regole. A questo serve il green pass, a certificare chi, in un modo o nell'altro, si prostra. Non ci sono altre motivazioni. In caso contrario mi sarebbe permesso il voto dall'auto come a tutti gli altri esclusi dall'Aula - prosegue -. Io comunque oggi alle 16.00 mi presenterò (e così ha fatto, ndr) negli spazi preposti all'esterno di Montecitorio per fare il mio dovere di parlamentare eletto democraticamente dal popolo italiano e annuncio fin da ora che querelerò ogni persona ed istituzione che mi impedirà di esercitare il diritto costituzionale di votare il Presidente, che si tratti del commesso alla porta o del presidente Fico. Sono altresì pronta - conclude - a chiedere l'annullamento delle elezioni del Presidente della Repubblica se mi verrà fatta saltare anche solo una chiama».

 

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