Cosa succede se il 3 febbraio non ci sarà ancora un nuovo presidente della Repubblica? Il costituzionalista: «Prorogatio Mattarella se non si dimette»

L'accordo per il Quirinale dovrà arrivare entro giovedì prossimo. In caso contrario, Mattarella potrebbe decidere di dimettersi

Cosa succede se il 3 febbraio non ci sarà ancora un nuovo presidente della Repubblica? La spiegazione del costituzionalista
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Mercoledì 26 Gennaio 2022, 18:01 - Ultimo aggiornamento: 20:52

Domani, con il passaggio alla maggioranza assoluta (505 voti), comincerà la vera partita per la corsa al Quirinale. Pronosticare quando sarà eletto il nuovo Presidente della Repubblica è attualmente impossibile. Il 3 febbraio scadrà il settennato di Sergio Mattarella e la data rappresenta uno spartiacque. Cosa succederà se giovedì prossimo non ci sarà ancora l'accordo?

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Cosa succede il 3 febbraio?

«La Costituzione dice che la supplenza entra in campo quando il Capo dello Stato è impedito nell'esercizio delle sue funzioni. In questo caso, lo saprebbero anche i sassi, non è il presidente Mattarella impedito nelle sue funzioni quanto il Parlamento che non trova un successore alla sua presidenza», spiega Francesco Clementi, professore di Diritto Pubblico Comparato presso l'Università di Perugia durante #ilcafFLEdelmercoledi', il settimanale di approfondimento della Fondazione Luigi Einaudi che andra' in onda alle 19 su tutti i canali social della FLE. «L'onere della prova stavolta - continua -, nell'assenza di una disciplina costituzionale in tema, sarebbe sul Parlamento e non sul Presidente Mattarella, il quale potrebbe continuare a svolgere le sue funzioni aspettando, un po' come Godot, l'arrivo di un nuovo Presidente. Superare le "colonne d'Ercole" è una notizia».

«In teoria - sottolinea Clementi - la Costituzione ci dice che quando il Presidente della Repubblica è impossibilitato a esercitare le sue funzioni, ai sensi dell'art. 86, subentra come supplente il Presidente del Senato. E su questo non ci sono dubbi di sorta. Credo però che in questo caso sia difficile attuare questo tipo di scelta. Innanzitutto perché non siamo mai andati oltre le "colonne d'Ercole" del mandato di un Presidente della Repubblica. Superandole saremmo, a mio avviso, in regime di prorogatio e non di supplenza. Naturalmente - conclude Clementi - c'è una soluzione alternativa a questa e cioè che il 3 pomeriggio il Presidente della Repubblica si dimetta e automaticamente faccia scattare la supplenza».

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