Carlo Nordio, chi è l'ex magistrato candidato del centrodestra come presidente della Repubblica

Carlo Nordio, chi è l'ex magistrato candidato presidente della Repubblica di Giorgia Meloni
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Lunedì 24 Gennaio 2022, 15:28 - Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio, 17:07

L'investitura ufficiale è arrivata da Matteo Salvini: «I nomi del centrodestra sono Marcello Pera, Letizia Moratti e Carlo Nordio. Nessuno di loro ha una tessera di partito ma hanno ricoperto ruoli importanti», ha detto nel corso della conferenza stampa della coalizione. Quello di Carlo Nordio era stato già proposto da Giorgia Meloni ieri. Nato a Treviso nel 1947, è un magistrato ed è stato titolare dell'inchiesta del Mose di Venezia e ha condotto le indagini sulle Brigate Rosse in Veneto. Per Giorgia Meloni è uno dei nomi del centrodestra, a cui il centrosinistra non potrebbe dire di no dal momento che non si tratta di un profilo politico, oltretutto legato al centrodestra. In politica infatti non ha mai ricoperto ruoli ma ha una lunga carriera da magistrato. 

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Carlo Nordio, la carriera

Conosciuto per il ruolo nell'inchiesta sul Mose di Venezia e per le indagini sulle Brigate Rosse in Veneto negli anni '90 si è occupato di Tangentopoli. Fino alla pensione, nel 2017, è stato procuratore aggiunto della Procura di Venezia. Ha collaborato anche con il Messaggero e il Gazzettino oltre che con diverse riviste giuridiche. 

L'ultimo incarico l'ha ricevuto nelle scorse settimane: consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, l'allora capo comunicazione di banca Mps precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013. Una nuova esperienza che si somma alle tante che hanno segnato la lunga la carriera di Carlo Nordio , magistrato per 40 anni, in pensione dal 2017 ma tuttora tra i protagonisti del dibattito sulla giustizia. Trevigiano, 74 anni, Nordio muove i primi passi in magistratura nel 1977. Negli anni Ottanta conduce le indagini sulle Brigate Rosse venete e sui sequestri di persona. Dieci anni dopo l'impegno si sposta sul fronte di Tangentopoli: mentre a Milano è la stagione più fervida di Mani Pulite, lui mette sotto inchiesta con il sistema politico e amministrativo veneto, anche le coop rosse. Ed è questa l'indagine che gli regala la celebrità.

 

Quando ormai sono trascorsi venti anni, è un'altra inchiesta a portarlo sulle prime pagine dei giornali. Da procuratore aggiunto , coordina le indagini sul Mose, che nel 2014 portano a 35 arresti e a un vero terremoto politico e amministrativo, travolgendo anche Giuseppe Galan, per 15 anni governatore del Veneto. L'inchiesta sul Mose, dirà a distanza di anni Nordio, «è stato un intervento doveroso che ha scoperchiato sprechi da far piangere e un sistema di corruzione capillare». Il lavoro di magistrato non lo assorbe mai completamente. Così Nordio è anche presidente della Commissione per la riforma del Codice penale, con l'allora ministro della Giustizia il leghista Roberto Castelli, e in seguito consulente di diverse Commissioni parlamentari. Collabora con riviste scientifiche e quotidiani, scrive libri sulla giustizia, è autore anche di un romanzo e in anni più recenti, per più edizioni, è presidente della Giuria dei Letterati del premio Campiello. Non si sottrae mai al dibattito sulla giustizia, spesso assumendo posizioni «impopolari» dentro la magistratura. Da ultimo si è schierato per il sorteggio per la composizione del Csm e firmato i referendum di Radicali e Lega, a partire da quello sulla separazione delle carriere tra giudici e pm, di cui è sempre stato fautore.

Meloni su Nordio

«Molte personalità, che provengono dall'area del centrodestra, avrebbero il curriculum e lo standing per ricoprire il ruolo di presidente - ha detto stamattina Giorgia Meloni, parlando ai suoi grandi elettori riuniti in assemblea -. Nomi come quello di Marcello Pera, Letizia Moratti, Elisabetta Alberti Casellati, Giulio Tremonti, Franco Frattini sono tutti autorevoli. Io ho chiesto di allargare la rosa anche alle personalità che non hanno un trascorso politico e per questo abbiamo aggiunto il nome di Carlo Nordio, su cui ci pare difficile che si possano muovere obiezioni».

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«Vediamo come sinistra reagirà a nome di Nordio - ha detto Ignazio La Russa, parlando ai grandi elettori di FdI -. Noi abbiamo una grande forza. Incidiamo con la coerenza. Una coerenza che si esprime con la volontà di eleggere un presidente che sia pronto a difendere interesse nazionale».

«Fratelli d'Italia è disponibile ad allargare la rosa dei nomi di centrodestra, oltre a Nordio, anche ad altre personalità che rispondessero ai requisiti di autorevolezza, che siano rispettosi della volontà popolare e con a cuore gli interessi nazionali». È quanto riferiscono fonti di Fratelli d'Italia, dopo aver avanzato la proposta di Carlo Nordio al Quirinale. In una nota si specifica: «Fratelli d'Italia ha piena ed eguale fiducia in tutti i nomi della rosa del centrodestra che sono circolati e che Giorgia Meloni ha ricordato nel corso dell'assemblea dei grandi elettori di FdI. Dopo l'inaccettabile pregiudiziale negativa della sinistra su qualsiasi nome proveniente dal centrodestra, Fratelli d'Italia propone di aggiungere personalità che nella loro storia non hanno avuto alcun trascorso politico - prosegue - Tra queste, anche su suggerimento dell'autorevole Fondazione Einaudi, è stato proposto il nome di Carlo Nordio, per rendere più agevole la convergenza di altre aree politiche qualora non ci fosse da parte della sinistra un atteggiamento strumentale».

 

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