Elezioni politiche, da Berlusconi a Calenda e Salvini: quando i figli entrano
in campagna elettorale

Tutti i leader di partito (con l’eccezione di Letta) mostrano i loro ragazzi sui social

Elezioni politiche, da Berlusconi a Calenda e Salvini: quando i figli entrano in campagna elettorale
di Andrea Bulleri
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Martedì 13 Settembre 2022, 00:17

A Fattore F. Come famiglia, tornata al centro delle baruffe elettorali dopo l’irruzione di Peppa Pig nella corsa alle urne (per via del personaggio con due mamme comparso nell’ultima puntata del popolarissimo cartoon). Ma anche come figli. Oppure, per i leader più agé, nipoti. Abbracciati o tenuti per mano, seminascosti di fronte all’obiettivo o esibiti con orgoglio al pubblico social. Sorridenti o imbronciati, ma comunque sempre presenti (e con gran seguito di like). Tanto che dalle bacheche web di – quasi – tutti gli aspiranti premier pare levarsi un levarsi un unico, grande grido: tengo famiglia. E (sottinteso) ve la mostro. Cominciò Silvio Berlusconi, all’epoca dello storico annuncio della discesa in campo nel ‘94. Quando in penombra sulla libreria alle spalle del Cavaliere si intravedevano teneri scatti del leader di Forza Italia in versione papà, impegnato a giocare in giardino con il piccolo ultimogenito, Luigi, un più casalingo maglioncino al posto del doppiopetto d’ordinanza.

NONNI E LEADER

Ventotto anni dopo, ecco Silvio in versione nonno, stavolta su Instagram, in estasi mentre nel parco della villa di Arcore stringe tre dei quindici nipoti (uno dei quali lo omaggia con un tenero bacio sulla guancia). «Ogni volta che ricevo l’abbraccio dei miei nipotini – è la didascalia dello scatto – è una giornata meravigliosa». -
Ci aveva provato anche Mario Monti, a presentarsi agli elettori in versione nonno amorevole. Era il 2013, e lo spot elettorale suonava così: «Saliamo in politica per dare un futuro ai nostri figli e nipoti». E ancora non c’erano i social. Che nel tentativo di (auto)raccontare la vita dei leader, immancabilmente non possono fare a meno di coinvolgere i più piccoli. Lo sa bene Matteo Salvini, che con la figlioletta Mirta si immortala di frequente, raccontando scene di vita quotidiana. Tipo questa: «Mia figlia poco fa mi ha detto che ho la pancia. Le ho risposto che mi metterò a dieta – recita il post – E lei: no, senza la pancia non sei più il mio bel papà». Il Capitano leghista ci tiene, a condividere con i suoi elettori la sua esperienza di padre. «Non sono da voi perché ho accompagnato mia figlia a scuola – ha esordito ieri mattina in tv – Prima della politica per me c’è anche altro». 

Meloni-Letta, il confronto. Il segretario Pd: «Italia al bivio, come la Brexit». La leader di FdI: «Dio, patria e famiglia? Significa difendere la nostra identità»

Non è l’unico, Salvini, a essersi presentato (e immortalato) di fronte ai cancelli di un istituto, ieri. Ecco Giorgia Meloni, che si fa fotografare con la figlia Ginevra (rigorosamente di spalle) al primo giorno delle elementari: «Ci teniamo mano nella mano, mentre andiamo incontro alle nostre sfide più difficili», scrive, guardando all’orizzonte, la leader FdI. Che nelle scorse settimane, dopo la foto abbracciata alla figlia postata per Ferragosto, aveva precisato: «Se diventerò premier non rinuncerò a nulla di ciò che riguarda mia figlia Ginevra. Le donne – aveva assicurato – si organizzano sempre». E Guido Crosetto, che di FdI è uno dei fondatori, gongola a immaginarsi la scena: «Già mi vedo correre Ginevra per i corridoi di Palazzo Chigi», scherza in un colloquio con La Stampa. 

PAPÀ PREMUROSI

Ma il fattore F contagia tutti, a destra come a sinistra. Anche per Nicola Fratoianni, numero uno di Sinistra italiana, ieri mattina è stato il momento della foto di rito «primo giorno di scuola» (con il figlio Adriano). Papà premuroso anche Angelo Bonelli dei Verdi, che su twitter racconta di aver accompagnato la figlia Viola per l’inizio delle elementari (ma senza foto). Più grandicello Niccolò, il figlio adolescente di Giuseppe Conte. L’avvocato pentastellato lo ha presentato orgoglioso qualche giorno fa su Facebook: «Nei ritagli di tempo – spiega Conte, abbandonando per la prima volta la pochette in favore di pantaloncini e calzettoni – una delle cose più piacevoli è giocare a calcio con lui». Mentre Calenda, che di figli ne ha quattro, posta la foto della famiglia in vacanza senza di lui (rimasto col gatto). 
Dicono gli esperti che la strategia (perché di questo in gran parte si tratterebbe) serva a mostrare autenticità. A raccontare un lato inedito di sé: nonno, papà o mamma. Ma pure a farsi percepire come più vicini al pubblico votante, perché in fondo – è il leitmotiv implicito – «siamo genitori anche noi». Non la pensa così Enrico Letta, che dei suoi tre figli non dà notizie. Piuttosto, il leader del Pd si limita a ritwittare un post, troncando ogni speranza di chi vorrebbe vederlo nei panni di genitore: «Conoscete i figli di Enrico Letta?», si chiede un sostenitore dem. «Ecco, così deve essere». 

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