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Mario Ajello
Mario Ajello

Colosseo, uno scandalo trascurato. La grandezza di Roma non può essere insultata ​

Queste forme intollerabili di criminalità mettono a repentaglio la ripresa del turismo dopo la pandemia

Colosseo, uno scandalo trascurato. La grandezza di Roma non può essere insultata
di Mario Ajello
4 Minuti di Lettura
Domenica 3 Luglio 2022, 00:09

Roma, invece di esportare il ricordo delle civiltà trascorse, che stanno alla base della grandezza dell’Occidente, rischia di trasmettere al mondo un’idea di sé di cui non andare fieri. Questo dicono le scene del Colosseo assediato dai “saltafila” - in protesta contro l’introduzione del ticket nominale per i visitatori che uccide finalmente il bagarinaggio - e costretto a ricorrere alle forze dell’ordine, per impedire il saccheggio degli assalitori e difendere il suo buon nome e quello della Capitale italiana. Questo è per Roma un momento favorevole da cogliere, anche grazie a un’inedita cooperazione tra Governo e Comune, e non si può permettere a nessuno - tantomeno a chi fa racket ai danni dei beni culturali, cioè del petrolio di questa città - di vanificare l’occasione spingendoci in basso. Questi giorni e questa estate con il Colosseo blindato e militarizzato, a causa della rivolta del clan di bagarini, sono un’immagine negativa e una pessima pubblicità per l’Urbe che si prepara al Giubileo del 2025 e per questa Capitale che, nella fase di ricostruzione post pandemia (sperando che il virus sparisca davvero), può giocarsi le sue ottime carte sul mercato del turismo e per il primato della bellezza sul quale le altre metropoli del mondo stentano a rivaleggiare. 

LA REAZIONE

L’azione meritevole del prefetto e del sindaco contro questa forma di criminalità, e onore a Piantedosi e a Gualtieri che hanno preso per le corna lo scandalo che evidentemente in precedenza è stato sottovalutato, ha scatenato insomma la reazione dell’Italia peggiore. Quella nemica della dignità di Roma, sprezzante della legge e del decoro, impresentabile e intollerabile. Le guardie a difesa del monumento simbolo della città, contro chi lo sfregia e lo degrada a suk e a ritrovo per malfattori, fa scoprire per quello che è il fenomeno dei “saltafila”: ovvero non un aspetto pittoresco e di folklore, un tic casereccio con cui si può convivere. Se serve la forza pubblica per fronteggiarlo, significa chiaramente che si tratta di un sistema organizzato e ramificato, di una minaccia pesante, di un danno grave non commesso da piccoli truffatori ma da capibastone. I quali sfidano non solo il principio di legalità ma la concezione moderna e libera dell’uso delle città d’arte, e Roma è la più artistica di tutte, che è quello del poterci stare in tranquillità e sicurezza, senza farsi taglieggiare tramite biglietti venduti al doppio del loro costo reale. Il Colosseo che diventa una roccaforte, che si trasforma in bunker, che metaforicamente sembra aver messo i sacchi di sabbia per non farsi espugnare dalle truppe dell’abusivismo e per garantire ai visitatori i diritti che spettano loro, a cominciare da quello del giusto prezzo della visita, è la fotografia penalizzante di un capovolgimento storico di cui non si sentiva il bisogno. 

SENSO DI APERTURA

L’Anfiteatro Flavio, per come è fatto, con tutte le sue porte e finestre, i buchi e l’aria che entra da ogni parte, emana da millenni un maestoso senso di apertura. E il suo fascino sta anche o soprattutto in questo. Se un clan costringe le autorità a militarizzarlo finisce per deturpare il passato, il presente e il futuro di un patrimonio dell’umanità. La ripresa post pandemica del turismo non può minimamente soggiacere a queste forme di criminalità che rubano cultura, onore e potenzialità economiche a Roma e ai romani. Guai a dimenticare la profezia di Beda il Venerabile, nel VIII secolo: «Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma; quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo». Se i barbari non sono riusciti a provocare questa serie di distruzioni, tantomeno ci riusciranno i racket che assediano il Colosseo. Disarmarli, e impedire loro di spacciare nei quattro angoli dell’universo la cartolina romana della vergogna, è un impegno a cui dovrebbero partecipare tutti, senza indifferenza o minimizzazione.
 

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