Angelo De Mattia

Regole moderne / Il ruolo delle Authority da adeguare ai nostri tempi

di Angelo De Mattia
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Giovedì 23 Giugno 2022, 00:17

I riflessi della guerra in Ucraina, l’inflazione, le convulsioni nella politica, la ravvicinata prospettiva elettorale rendono ancora più importante, sia pure con alcuni limiti, il ruolo delle Autorità di regolazione, controllo e garanzia. Dal recente discorso al mercato del presidente della Consob, Paolo Savona, dunque è ancor più utile del solito trarre alcune conseguenze. Savona è partito dalla sottolineatura delle due principali risorse dell’Italia: il risparmio, protetto dall’articolo 47 della Costituzione, e la capacità di esportare. Per tutelare concretamente la prima risorsa dalla “tassa iniqua” dell’inflazione, che secondo le ultime indicazioni supera il 7%, e sospingerla sempre più verso investimenti produttivi, il presidente della Consob, fornendo pure un’evidenza numerica, sollecita la formazione di portafogli, riguardanti investimenti in beni mobili e immobili, che autoproteggano il risparmiatore dall’aumento dei prezzi e si affianchino così al ruolo che svolge la politica della Banca centrale per la stabilità. Si dovrebbe ridimensionare in tal modo l’esigenza di misure restrittive, monetarie e fiscali.
Non è certo una proposta da commentare con leggerezza, come qualcuno ha fatto. Se ne deve dedurre, comunque, che oggi l’idea di un raccordo tra politica monetaria e politica economica a livello europeo e decentrato trovi implicitamente un ulteriore sostegno. 
Così come il rafforzamento dell’ investimento del risparmio in attività produttive dovrebbe favorire anche l’occupazione, oltre ovviamente alle specifiche politiche da adottare a quest’ultimo fine, a cominciare, per esempio, dal ridimensionamento del cuneo fiscale e dal livello dei salari. Ovviamente resta immutata l’esigenza di intervenire per un Recovery Plan comunitario in materia energetica, per prorogare ancora di un anno la sospensione del Patto di stabilità e della principale normativa sugli aiuti di Stato. Così come la necessità, in Italia, di un programma di misure di breve termine che si raccordino al Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Savona ha poi affrontato l’importanza della regolamentazione soprattutto nei settori in cui è acuta l’esigenza della protezione del risparmio, con particolare riferimento alle “ cripto-attività”, oggi sprovviste di adeguata disciplina, nonché dell’impiego a questo scopo dell’Intelligenza Artificiale, un campo, questo, a cui la Consob da lungo tempo dimostra attenzione e dedica impegno. Ma le trasformazioni che si susseguono nel campo monetario e finanziario, da cui sorge l’esigenza di riforme istituzionali, portano il presidente della Consob a suggerire, nel ricordo dei patti di Bretton Woods, che furono alla base del sistema monetario postbellico, l’indizione di una Conferenza internazionale, per esempio su iniziativa dell’Ocse, per nuove regole e nuove politiche globali: considerazioni, queste e altre, non affatto sottovalutabili.
Ma da questa piattaforma possono trarsi ulteriori elementi di riflessione sul tema risparmio-investimento. Anche vicende attuali sollecitano una revisione della normativa primaria e secondaria in materia societaria e finanziaria, a cominciare dal Testo unico della finanza che risale al 1998 (fu chiamato impropriamente “legge Draghi”): al rinvio a modelli anglosassoni o a quelli continentali si può preferire, invece, un’autonoma (non certo isolante) costruzione che non sfavorisca le società dal punto di vista della competizione internazionale (tutt’altro), ma affermi, con chiarezza anche con riferimento alla competizione nazionale, regolarità, trasparenza e visibilità, a cominciare dal vasto campo delle mille teste dei conflitti di interesse. Poi è maturo il tempo, proprio nella logica delle riforme sostenuta da Savona, di una rivisitazione delle Authority cominciando da quelle che operano nel credito e nel risparmio: l’argomento fu posto all’ordine del giorno al Senato a cavallo del 2007-2008. Un disegno di legge era stato presentato da Enrico Letta. Dopo 14 anni nulla è stato fatto. E’ il paradosso di Achille e la tartaruga che ci ha tramandato Zenone da Elea: in questo modo la regolamentazione sarà sempre in ritardo sull’agire dei mercati.

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