Legge di Bilancio 2020 ASviS: l’ambiente preoccupa più del gender gap

Legge di Bilancio 2020 ASviS: l ambiente preoccupa più del gender gap
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Martedì 3 Marzo 2020, 13:00 - Ultimo aggiornamento: 12 Marzo, 12:00

Legge di Bilancio 2020: ASviS (Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile), più attenta allo sviluppo sostenibile, coerentemente con l’Agenda 2030 e politiche europee. Le urgenze secondo gli italiani: acqua pulita, buona salute, azioni per il clima, energia rinnovabile

Il Portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini: “Rispetto allo scorso anno, la Legge di Bilancio 2020 mostra un evidente cambio di impostazione a favore dello sviluppo sostenibile, coerentemente con le politiche europee. Riprende molte proposte dell’ASviS, ma per alcuni settori cruciali, come educazione, occupazione giovanile, tutela della biodiversità, i provvedimenti sono insufficienti per contenuti e risorse assegnate”.

La Legge di Bilancio 2020 è molto più attenta ai temi legati allo sviluppo sostenibile, coerentemente con le nuove linee programmatiche definite a livello europeo, che adottano l’Agenda 2030 come cornice generale delle politiche Ue. I provvedimenti recepiscono alcune proposte dell’ASviS: dal legame tra incentivi per “Industria 4.0” ed economia circolare al varo di un Green New Deal italiano, dall’impegno per la mobilità sostenibile a quello per l’innovazione, dalla lotta alle disuguaglianze di genere all’attenzione ai problemi abitativi e delle periferie. Tuttavia, si evidenziano insufficienze significative, come per la tutela della biodiversità e nell’assegnazione di risorse adeguate a istruzione, cooperazione allo sviluppo e occupazione giovanile, soprattutto tenuto conto dei 21 Target che sono “in scadenza” nel 2021.

È quanto emerge dal Rapporto ASviS La Legge di Bilancio 2020 e lo sviluppo sostenibile. Esame dei provvedimenti e situazione dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 presentatogli scorsi giorni, evento al quale sono intervenuti il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, il Presidente del Parlamento Europeo David Maria Sassoli e la Coordinatrice dell’Intergruppo parlamentare per lo sviluppo sostenibile Chiara Braga, oltre ai rappresentanti di quattro associazioni di giovani: AIESEC Italia, Rome Hub Global Shapers, European Youth Parliament, Fridays for Future Roma.

“Valutiamo positivamente la Legge di Bilancio 2020, anche se l’efficacia dei singoli provvedimenti dipenderà dalla rapidità e dai contenuti dei decreti attuativi”, commenta il Presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini. “Questo vale, in particolare, per le spese per investimento, tema sul quale l’Italia ha accumulato nel passato drammatici ritardi. Per questo, l’ASviS seguirà da vicino l’attuazione dei singoli provvedimenti, fornendo una valutazione più puntuale possibile in occasione della redazione del Rapporto di ottobre 2020”.
Alla realizzazione del documento di analisi presentato hanno contribuito i 600 esperti delle organizzazioni aderenti appartenenti ai gruppi di lavoro dell’ASviS. La Legge di Bilancio è stata esaminata comma per comma, valutandone la coerenza rispetto alle azioni contenute nei 169 Target, necessarie per raggiungere entro il 2030 i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile.
“Siamo soddisfatti che dall’analisi emerga anche il recepimento di alcune delle proposte su cui l’ASviS ha sollecitato i governi negli ultimi anni”, sottolinea il Portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini. “Notiamo maggiore sensibilità e impegno del Governo verso uno sviluppo che sia sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale e chiediamo alle istituzioni e alla politica di accelerare le azioni sui Target in scadenza nel 2020. D’altra parte, è quello che i cittadini chiedono, sensibilizzati sempre di più sulla necessità di politiche per lo sviluppo sostenibile. Per questo, ci auguriamo che lo sforzo fatto quest’anno non venga vanificato da ritardi nell’attuazione dei provvedimenti e che le carenze segnalate nel Rapporto possano essere colmate, anche grazie ad un utilizzo mirato delle risorse europee e nazionali disponibili” (Si veda Rapporto ASviS 2019, pagina 113).

Una rilevazione condotta da Eumetra a fine 2019 segnala che, in termini di urgenza dei provvedimenti riguardanti gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, gli intervistati mettono in cima alla relativa classifica l’acqua pulita (Obiettivo 6), la buona salute (Obiettivo 3), le azioni per il clima (Obiettivo 13) e l’energia rinnovabile (Obiettivo 7), mentre attribuiscono meno urgenza agli interventi sugli Obiettivi relativi all’uguaglianza di genere (Obiettivo 5), alla riduzione delle disuguaglianze (Obiettivo 10) e all’innovazione, alle imprese e alle infrastrutture (Obiettivo 9).

L’Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile

Il Rapporto dell’ASviS offre un aggiornamento al 2018 degli indicatori compositi che descrivono l’andamento del Paese verso i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs nell’acronimo inglese). Tra il 2017 e il 2018, l’Italia ha mostrato: – un significativo miglioramento per sei Obiettivi: povertà; alimentazione e agricoltura sostenibile; sistema energetico; innovazione; modelli sostenibili di produzione e di consumo; qualità della governance, pace, giustizia e istituzioni solide; – un leggero avanzamento per altri cinque Obiettivi: salute; disuguaglianze; condizioni delle città; lotta al cambiamento climatico; condizioni degli ecosistemi marini; – un lieve peggioramento per due Obiettivi: educazione; condizione economica e occupazionale; – un significativo peggioramento per quattro Obiettivi: uguaglianza di genere; acqua e strutture igienicosanitarie; condizioni degli ecosistemi terrestri; cooperazione internazionale.
Rispetto al 2010, invece, la situazione appare in miglioramento per dieci Obiettivi (alimentazione e agricoltura sostenibile; salute, educazione; uguaglianza di genere; sistema energetico; innovazione; modelli sostenibili di produzione e di consumo; lotta al cambiamento climatico; qualità della governance, pace, giustizia e istituzioni solide; cooperazione internazionale) e in peggioramento per i rimanenti sette (povertà; acqua e strutture igienico-sanitarie; condizione economica e occupazionale; disuguaglianze; condizioni delle città; condizioni degli ecosistemi marini; condizioni degli ecosistemi terrestri).

Per una lettura più approfondita si rimanda al documento integrale scaricabile dal sito dell’ASviS

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