Lazio, fucina d’innovazione contro la crisi

Lazio, fucina d’innovazione contro la crisi
di Francesco Pacifico
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Mercoledì 27 Aprile 2022, 18:34

Nei prossimi anni il Lazio avrà a disposizione quindici miliardi di euro per gli investimenti grazie al Pnrr e ai fondi della programmazione. Ma per la ripresa, anche in un territorio molto resiliente come quello laziale, servono soprattutto le idee. In quest’ottica la Regione guidata da Nicola Zingaretti, da anni, ha messo in piedi una rete per sostenere l’ecosistema dell’innovazione con l’obiettivo di unire imprese piccole e grandi, eccellenze, università, centri di ricerca e start-up. Perché è così che le occasioni di sviluppo si trasformano in opportunità di business. Come ha dimostrato, lo scorso 13 aprile, la premiazione al Talent Garden Ostiense della terza edizione dei bandi regionali “Boost Your Ideas” e “Pre-seed”, gestiti da Lazio Innova, e destinati ad accompagnare start-up, spin-off della ricerca, maker e team, dedicati a prodotti innovativi. 


PER I GIOVANI
Due misure che vogliono rafforzare un modello della produzione integrato, per dare una chance ai giovani imprenditori e far dialogare settori diversi tra loro. «Sotto questo aspetto – spiega il governatore, Nicola Zingaretti – il tema dell’innovazione risulta essere centrale nella definizione delle strategie regionali che concorrono alla ripresa, sviluppo e consolidamento dell’economia, e che hanno l’obiettivo di accrescere la competitività di un sistema che sia anche inclusivo e trasversale nella diffusione della cultura d’impresa». Seguendo questa logica il Lazio, con 1.740 start-up, è il secondo distretto italiano sul versante dell’innovazione. E sono tanti i programmi in questa direzione. Per esempio l’Open Innovation, che connette start-up e imprese di giovani con le grandi aziende nazionali per scambiarsi idee e capitali. Un programma che guarda alla digitalizzazione pubblica e privata o all’industria 4.0, in settori chiave come aerospazio, cyber security, intelligenza artificiale e Big Data. «Un programma - aggiunge Zingaretti - in linea con l’obiettivo generale della Regione Lazio di favorire e strutturare quella rete sinergica tra mondo della produzione e mondo accademico, della ricerca e delle start-up, attraverso la transizione ecologica e digitale, per la definizione di un sistema della produzione che sia effettivamente integrato ma anche, sottolineo, socialmente più inclusivo». Più in generale sono state 25 le sfide di open innovation lanciate dal 2016 con 17 aziende madrine (Pmi, corporate, PA e multinazionali) con oltre 350 candidature e 140 team e aziende supportati attraverso percorsi di mentorship. E tutte realizzate tutte negli Spazi Attivi di Lazio Innova, destinati allo sviluppo di brevetti nei campi dell’intelligenza artificiale e big data, della mobilità intelligente e sostenibile, della formazione, dello IoT (Internet of things), del food ma anche diretti ai settori più tradizionali. Per esempio, in questa fase, vanno avanti una challenge avviata da Carrefour Italia e una dal Gruppo Amadori.
Centrale in questa filiera voluta dalla Regione e che guarda al futuro, è proprio la Rete degli Spazi Attivi: sono dieci e distribuiti su tutto il territorio, hanno erogato 602mila euro negli ultimi 5 anni, sono hub dell’innovazione che accompagnano le start-up nelle fasi dello sviluppo dei prototipi come in quella pre-seed, cioè prima dello sbarco sul mercato. Spiega il governatore: «Sono pensati per riunire in un unico luogo i servizi offerti dalla Regione Lazio a imprese, start-up e cittadini sul mondo imprenditoriale e maker su formazione ed orientamento». Per esempio, a Bracciano si lavora su soluzioni per agrifood e forestali, a Civitavecchia su turismo e blue growth, a Colleferro su efficienza energetica e sostenibilità ambientale, a Ferentino su meccanica e sistemi di automazione, a Latina su scienze della vita ed economia del mare, al Loic di Zagarolo su game, cultura e turismo, a Rieti su elettronica e sostenibilità ambientale, a Roma Casilina su moda e design, a Roma Tecnopolo sulle applicazioni delle tecnologie spaziali, a Viterbo su industrie culturali e creative).


IL VENTURE CAPITAL
Spazio anche alla finanza per sostenere le idee innovative con strumenti come il Venture Capital. Tramite Lazio Innova la Regione, per esempio, gestisce il fondo di fondi FARE Lazio - sezione FARE Venture con una potenza di fuoco da 66 milioni di euro per accompagnare l’investimento dei privati nel capitale di rischio in start-up e Pmi. Uno dei suoi veicoli, Innova Venture, per esempio ha finora già effettuato 18 investimenti in 15 imprese per un totale di 2,5 milioni di euro. Soprattutto sottoscrive accordi quadro strutturali di co-investimento con acceleratori, business angel e venture capital: allo stato sono operativi 5 accordi per un valore complessivo di circa 11 milioni. L’altro fondo, Lazio Venture, ha impegnato 44 milioni di euro in 4 Fia (Fondi Chiusi di Investimento Alternativi) paralleli e gestiti da primari soggetti professionali (Sgr vigilate da Banca d’Italia) per, a sua volta, sostenere le imprese target del Lazio. «È con questo ecosistema sempre più vitale - conclude il governatore - con le università, con le realtà istituzionali e partner finanziari e industriali che dobbiamo scrivere la storia dei prossimi anni, in sintonia con gli obiettivi del Pnrr e della nuova programmazione 2021-27. Ora si tratta di fare un salto nel futuro, rendendo sempre più Roma e la nostra regione un punto di riferimento nazionale ed europeo per la ricerca, l’impresa e l’innovazione, elaborando soluzioni e opportunità per migliorare la vita delle persone».

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