Edenred Italia: il buono pasto fa evolvere gli stili alimentari e sostiene l’economia locale

Edenred Italia: il buono pasto fa evolvere gli stili alimentari e sostiene l economia locale
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Giovedì 2 Febbraio 2023, 12:00 - Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio, 14:00

Per l’indagine dedicata alla ristorazione aziendale, Agnieszka Piszczek, Direttore Merchant di Edenred Italia ci spiega come il buono pasto sia parte integrante del patrimonio sociale della pausa pranzo

Dal vostro osservatorio, come è cambiata la ristorazione aziendale e il concetto di pausa pranzo?

Negli ultimi tre anni è cambiato il modo di vivere e di svolgere l’attività lavorativa. La tecnologia è entrata prepotentemente nelle nostre vite, modificando anche le nostre abitudini in pausa pranzo (come evidenziato nell’Indagine FOOD 2022 di Edenred Italia ndr). Sono nati nuovi spazi e modalità di lavoro, come lo smartworking, che hanno reso la fruizione della pausa pranzo flessibile rispetto a tempi e luoghi di lavoro: le persone scelgono in base alle proprie esigenze se cucinare a casa, se ordinare un piatto pronto, se raggiungere il locale sotto casa o anche vicino al luogo di lavoro. Di pari passo si è sviluppata una maggiore consapevolezza legata all’alimentazione. Le persone prestano maggiore attenzione al cibo e scelgono pause pranzo sempre più sane ed equilibrate.

Al momento qual è il vostro servizio attivo e quali evoluzioni pensate necessarie per il futuro?

Edenred da oltre 40 anni è leader nel settore degli employee benefit: nasce come inventore del Ticket Restaurant® e diventa leader mondiale nelle soluzioni che innovano e semplificano il mondo del lavoro contribuendo al benessere della popolazione aziendale, dalla pausa pranzo, al tempo libero, fino alla cura della persona. Nel corso degli ultimi 40 anni il buono pasto è diventato parte integrante del patrimonio sociale della pausa pranzo e ha acquisito una forte valenza socio-economica in grado di far evolvere gli stili alimentari e sostenere l’economia locale. Da semplice foglietto di carta si è trasformato in una card elettronica prima e in un’applicazione fruibile da smartphone poi, diventando così uno strumento totalmente digitale e utilizzabile tramite app. Per il futuro l’obiettivo è continuare ad ampliare la nostra rete di accettazione, che oggi conta 150 mila partner in tutta Italia, per dare massima libertà di scelta, includendo sempre più partner online.

Cosa ne pensate delle partnership coi servizi di food delivery?

Si tratta di servizi fondamentali nella nuova normalità, in linea con il mondo che è cambiato. Il nostro obiettivo è soddisfare le diverse esigenze delle persone. Soprattutto nell’ultimo periodo abbiamo siglato diverse partnership con partner digitali, così da arricchire ulteriormente la spendibilità dei buoni pasto. Recente la partnership con Glovo, una delle più grandi app di consegne a domicilio multi-categoria in Italia. In un periodo in cui sono cambiate – e continuano a cambiare – le esigenze e i bisogni, si ampliano anche i servizi messi a disposizione delle persone così da rispondere in modo concreto.

Quanto persiste l’idea di mensa aziendale e quanto è stata sostituita invece dalla mensa diffusa? Il luogo deputato serve ancora o è diventato obsoleto?

Sicuramente gli ultimi anni hanno portato ad uno stravolgimento nelle abitudini di vivere, lavorare e anche di consumare la propria pausa pranzo. Crediamo che oggi quello che veramente le persone ricerchino sia una maggiore flessibilità: dal nostro Osservatorio emerge che oltre il 50% dei giovani sceglie il posto di lavoro in base alla conciliazione vita-lavoro. Questo si traduce in piani di welfare aziendale strutturati, di politiche di smart working, di orari flessibili. Il presenzialismo e il lavoro a orari ormai sono concetti superati e, in questo contesto, il buono pasto si rivela uno tra i benefit più richiesti perché supporta il lavoratore in ogni contesto, indipendentemente da dove si sceglie di lavorare: a casa, in ufficio o in coworking.

Avete dei dati recenti riguardanti la diffusione e l’utilizzo dei buoni pasto?

I buoni pasto sono utilizzati da oltre 7 persone su 10 e il valore medio è di 6,5 euro, lo rivela una ricerca Doxa realizzata nel corso del 2022. Uno strumento dunque sempre più diffuso, apprezzato e smart: oggi siamo molto lontani dai famosi carnet cartacei, oltre il 90% dell’utilizzo è in digitale. Inoltre, nel corso del 2022 abbiamo registrato un maggior utilizzo (quasi 5 volte superiore) rispetto al 2021 delle nostre soluzioni presso partner digitali. Un incremento che sposa la new normality, il nuovo modo di lavorare e di fruire dalla pausa pranzo e che va di pari passo con l’allargamento della nostra rete di affiliati online.

“Personalizzazione” sembrerebbe essere la parola d’ordine. Quali sono i costi di un servizio che punta sempre di più alla qualità e all’offerta di diete bilanciate e diversificate?

La personalizzazione è alla base delle nostre soluzioni: l’ampiezza della nostra rete, che supera i 150mila locali convenzionati in tutto il territorio nazionale, permette alle persone di “personalizzare” la propria pausa pranzo scegliendo in totale autonomia e flessibilità dove mangiare, cosa e quando.

Vi fate aiutare dalla consulenza di chef riconosciuti e nutrizionisti?

Consapevole del ruolo chiave che occupa nella pausa pranzo di innumerevoli persone attraverso la propria soluzione Ticket Restaurant®, Edenred investe da sempre in iniziative per incentivare un’alimentazione sana e bilanciata.
Basti citare il Programma FOOD (Fighting obesity through offer and demand), di cui Edenred è main partner che ha proprio come obiettivo quello di diffondere un modello alimentare sostenibile che contribuisce al benessere delle persone e alla salute dell’ambiente, migliorando nei ristoranti la qualità nutrizionale offerta e, nel contempo, facilitando la scelta dei consumatori, informandoli meglio. Negli ultimi anni abbiamo organizzato eventi ed iniziative coinvolgendo sia direttamente la nostra rete di partner che alcuni chef, nutrizionisti e istituzioni, come l’Istituto Superiore di Sanità.

Lucia Medri

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– 1 Up Day: nel 2022 emessi 130mln di buoni pasto e il 70% dell’utilizzo è nella GDO

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