Telefonia, linee erotiche e cartomanti:
cade il blocco dei 144 a tariffe stellari

Lunedì 10 Agosto 2009
ROMA (10 agosto) – Cartomanti, linee erotiche, e tutti i fornitori via telefono di servizi a pagamento, hanno vinto il terzo round della battaglia legale contro il blocco delle chiamate ai numeri a sovrapprezzo disposto dall'Autorit Tlc. Che non si arrende e già prepara le contromosse.



Bocciato dal Consiglio di Stato,
è caduto il filtro preventivo delle chiamate per accedere a servizi a pagamento forniti da società diverse dall'operatore telefonico: un blocco generalizzato che l'Authority ritiene necessario per proteggere i consumatori da costi imprevisti e bollette astronomiche a sorpresa. Tanto da essere intervenuta già tre volte, poi fermata dai ricorsi delle società che forniscono i servizi. L'ultima sentenza è stata depositata lo scorso 31 luglio: in appello, il Consiglio di Stato ha riconosciuto la competenza in materia dell'Autorità per le Comunicazioni, che era stata negata in primo grado dal Tar, ma contesta il fatto che la misura era stata adottata senza allargare la necessaria consultazione con le parti interessate anche «ai centri servizi e a tutti i soggetti imprenditoriali coinvolti» dal provvedimento.



Convocata una riunione con operatori telefonici e associazioni consumatori. L'Authority si è messa subito al lavoro per rimediare: a quanto si apprende, operatori telefonici e associazioni dei consumatori sono stati convocati il 6 agosto e gli è stata informalmente prospettata l'intenzione di avviare al più presto, con la prima riunione dopo l'estate (probabilmente il 14 settembre), l'iter per varare un nuovo provvedimento. Telecom Italia, Vodafone, Wind e Bt (gli operatori che hanno partecipato alla riunione) sono d'accordo e hanno garantito il loro sostegno. Come le associazioni dei consumatori, che da tempo denunciano rischi legati a questo tipo di servizi.



Quattro mesi per disattivare blocco. Così, a settembre, l'Autorità delle Tlc tenterà per la quarta volta di disporre un filtro: punta a reintrodurre il blocco nel minor tempo possibile, svolgendo in 30 giorni la consultazione allargata che il Consiglio di Stato ritiene necessaria. Intanto ha chiesto agli operatori di applicare la sentenza, disattivando il blocco: servono quattro mesi, tempi tecnici.



Potrebbe tornare la stessa misura di tutela. Il nuovo provvedimento potrebbe così arrivare anche prima, riproponendo lo stesso tipo di misura. Una sorta di filtro preventivo per arginare il rischio di bollette astronomiche a sorpresa perchè gonfiate da servizi di cui gli utenti hanno usufruito senza avere una piena consapevolezza dei costi. Un blocco su tutte le linee, ma ovviamente disattivabile da chi vuole consapevolmente accedere a servizi a pagamento. C'è poi da limitare anche il rischio di vere e proprie truffe, come quella dei «dialers»: una sorta di virus informatico che da pc collegati al telefono accede a servizi tramite connessioni satellitari o all'estero all'insaputa dell'utente. Da qui il blocco dei prefissi per i servizi a sovrapprezzo (144, 166, 892, 899), ma anche di linee satellitari e internazionali a rischio. Un filtro che, per le segnalazioni di alcune associazioni di consumatori, potrebbe essere esteso anche al nuovo prefisso 895. Ultimo aggiornamento: 19:13

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