Mercati, ora come difendere i risparmi

Martedì 9 Ottobre 2018 di Roberta Amoruso

Se fosse soltanto l’Italia lo spettro dei mercati, non sarebbe un grande male, in fondo. Ma in un contesto di incertezza globale, con la guerra Usa-Cina, l’impennata del dollaro che minaccia di scatenare l’inflazione e mettere in ginocchio i Paesi emergenti (senza contare la crisi Turca e le aperture a Russia e Iran), la manovra di bilancio italiana, la bocciatura dell’Ue e il possibile declassamento delle agenzie di rating, rischiano di essere una bomba ad orologeria per i titoli di Stato italiani.

 

È questo che racconta l’ennesima impennata dello spread. Perchè se gli investitori più pesanti sceglieranno più pro-tezione dal rischio, soprattutto gli hedge fund, allora sarà difficile che scelgano i Btp. E non basta dire che i fondamentali dell’Italia sono solidi e che le massicce vendite di Btp degli ultimi mesi hanno poco senso. Il governo dovrebbe saperlo. La prospettiva di un rallentamento, seppure non all’ordine del giorno, della crescita mondiale, non può che portare sempre più capitali verso gli Stati Uniti e in maniera selettiva in Europa. Ben pochi verso l’Italia. Ecco perchè nel portafoglio dei beni rifugio per i risparmiatori, non possono non esserci i T-bond Usa, o i Bund tedeschi. Per chi guarda all’azionario, invece, iniziano a spuntare le opportunità anche in Europa.

Btp: In stand-by sui titoli italiani in attesa dei Ci
L’ alta volatilità sui Btp italiani, legata soprattutto al faro puntato sulla manovra, suggerisce una certa prudenza soprattutto ai risparmiatori meno attrezzati. Meglio mantenere i titoli, per chi li ha già in portafoglio o aspettare di cogliere l’opportunità dei Cir, i Conti individuali di risparmio allo studio del governo, per chi non li ha ancora. È probabile infatti che i titoli italiani rimangano sotto pressione. in attesa delle decisioni delle agenzie di rating sul debito. Per il capo economista di Unicredit , Erik Nielsen, la volatilità dei Bpt sarà molto legata alle scelte degli hedge. Se questi decideranno o meno di prendere posizioni ”corte” sui Btp, dipenderà anche dalle preoccupazioni sui mercati globali.

Tbond e Bund: la sicurezza di Berlino o il brivido Usa
Per chi ci tiene alla “sicurezza”, nell’area euro sono i titoli tedeschi, quelli francesi e quelli olandesi, ad offrire le occasioni più interessanti. Certo, si rischia di inciampare in rendimenti leggermente negativi, ma i risparmi sono “sotto chiave”. Più in generale sono i Bund tedeschi e T-bond Usa (nonostante l’impennata dei rendimenti) a poter allettare risparmiatori a caccia di opportunità dalle posizioni divergenti delle banche centrali. In questo caso, meglio le scadenze medio-lunghe. I T-bond hanno ormai scontato il ciclo restrittivo della Fed e possono ancora apportare protezione ai portafogli in presenza di una frenata della crescita mondiale.

Azioni: L’Europa è più a buon mercato
Azioni sì, ma meglio guardare agli Usa e a valutazioni particolarmente interessanti, dice Matteo Germano, Head of Multi-Asset di Amundi. «In termini di attivi rischiosi», spiega, «manteniamo un atteggiamento positivo sul mercato azionario Usa, sostenuto da una dinamica positiva della crescita e dai trend favorevoli della crescita degli utili». Sulle le azioni Ue, sono privilegiate, invece, i cosiddetti «temi “value” nella caccia a un’esposizione difensiva». Se da un lato la questione del bilancio italiano e le elezioni bavaresi contribuiscono un clima di incertezza, dall’altro le azioni Ue diventeranno piu`interessanti perche ́le valutazioni piu`appetibili.

Valute: faro sullo yen e sul dollaro americano
Anche le valute offrono l’occasione per sfruttare le posizioni divergenti delle Banche centrali. Un’esposizione allo yen giapponese (rispetto al dollaro Usa e al dollaro australiano) potrebbe infatti beneficiare anche dello status di porto sicuro della valuta di Tokyo. Senza contare che, secondo gli operatori, lo yen è una delle più sottovalutate del mondo e potrebbe apprezzarsi in caso di riduzione degli stimoli monetari della BoJ, la banca centrale giapponese. Anche il dollaro americano potrebbe trarre ancora vantaggio dalla previsione di un aumento dei rendimenti reali e continuare la performance positiva anche nel 2019. Meglio stare lontani invece dalla sterlina a causa dell’incertezza legata ai negoziati dall’esito incerto sulla Brexit.

Oro: Non brilla più come prima ma protegge
Non è un caso se negli ultimi giorni il metallo “giallo” ha ripreso quota dopo la debolezza degli ultimi tempi. Uno schema classico, infatti, per proteggersi dalle crescenti tensioni geopolitiche è proprio quello di trarre vantaggio dalla posizione potenzialmente piu`morbida della Fed è puntare sull’oro. Del resto, la recente debolezza del metallo prezioso era in parte stato stata trainata da alcune vendite delle banche centrali dei mercati emergenti, nel tentativo di difendere le loro valute in difficoltà. Senza contare che più generale, gli indicatori tecnici suggeriscono una fotografia senza precedenti: il mercato ha una posizione netta “corta” sull’oro. E dunque è destinata a trovare un nuovo equilibrio in una fase di incertezza.

Cash e mattone: Il “classico” della casa e del conto
Tra gli investimenti poco redditizi, con i tassi attuali, ma certamente sicuri vogliamo ricordare i conti deposito. In questo caso il cliente decide di investire i propri risparmi in un conto vincolato presso la propria banca di fiducia. In base al tipo di vincolo scelto l’istituto di credito offrirà al risparmiatore un rendimento differente. E alla scadenza del vincolo sarà possibile scegliere se continuare ad essere in possesso del conto deposito, ma con un interesse minore, o se ritirare il capitale investito maggiorato degli interessi maturati. Anche il mattone rimane un bene rifugio intramontabile. E considerate quotazioni ancora interessanti rimane un porto sicuro, con la giusta selezione. Vale anche per i fondi specializzati.

 

Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre, 15:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA